Cup alla Coop. Federazione Parafarmacie: “E perché a noi viene negata l’erogazione di questo servizio?”

Cup alla Coop. Federazione Parafarmacie: “E perché a noi viene negata l’erogazione di questo servizio?”

Cup alla Coop. Federazione Parafarmacie: “E perché a noi viene negata l’erogazione di questo servizio?”
Il presidente della Fnpi, Giuseppe Gullotta, interviene sull’accordo siglato tra Asl To3 e Nova Coop: “Non capiamo come un centro commerciale possa avere più garanzie e sicurezza di un esercizio farmaceutico dove è presente un farmacista abilitato, ma a noi non è permesso fornire questo servizio”. Appello a Speranza: “Le parafarmacie siano riconosciute ufficialmente come esercizi sanita”.

Apprendiamo con grande disappunto la notizia dell'accordo tra ASL Torino 3 e Coop per il servizio CUP presso il centro commerciale di Collegno.  Da anni le parafarmacie chiedono di poter fornire questo servizio al cittadino e non capiamo come un centro commerciale possa avere più garanzie e sicurezza di un esercizio farmaceutico dove è presente un farmacista abilitato. Tanto più che oggi le parafarmacie oltre a tutti i requisiti di sicurezza e controlli vari, fanno anche il GDPR per la privacy”. Ad affermarlo, in una nota, è il presidente della Fnpi (Federazione nazionale parafarmacie italiane), Giuseppe Gullotta, in riferimento all’accordo siglato tra Asl To3 e Nova Coop che permetterà di aprire uno sportello Cup aperto sei giorni a settimana presso l’Ipercoop del Centro Commerciale Piazza Paradiso a Torino.

“Non abbiamo nulla contro i colleghi che lavorano in coop anzi a Collegno si avrà un servizio in più per il cittadino. Quello che non capiamo è perché questo stesso servizio sia autorizzato negli esercizi di vicinato solo in alcune regioni e in altre no”, chiarisce Gullotta.

“Da anni prosegue – percepiamo, a vari livelli istituzionali nazionali e locali, un atteggiamento quasi ostile e preconcetto nei confronti del farmacista di parafarmacia. Paradigma di tutto ciò sono le autonalisi fatte in Autogrill ma vietate nelle parafaramcie e nello specifico vietate con grande forza nelle parafarmacie piemontesi. Ci spiace che in Italia, come accaduto con la legge sulla concorrenza del 2017, invece di favorire il piccolo imprenditore italiano si favoriscono sempre e solo i grossi gruppi, anche stranieri”.

Gullotta lancia quindi un appello al neoministro della Salute, Roberto Speranza, ribadendo “la necessità che le parafarmacie siano riconosciute ufficialmente come esercizi sanitari, e che si riprenda il percorso liberalizzatore che tanti vantaggi ha portato al cittadino, all'occupazione e alla filiera. Troppe incertezze normative e modi di applicare la legge che differiscono tra le diverse regioni e province sono un ulteriore ostacolo ai giovani farmacisti che cercano di investire sulla propria professione. Non finiremo mai di ribadire – conclude il presidente della Fnpi – che le parafarmacie sono già un esercizio farmaceutico distribuito sul territorio che aspettano di essere usate e incluse nelle campagne di prevenzione ministeriali e nei progetti ministeriali.Chiediamo di essere valorizzati, piuttosto che cercare accordi con catene o multinazionali anche estere”.

13 Settembre 2019

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