Dalla Commissione consiliare Sanità un sostegno economico per gli specializzandi sanitari non medici

Dalla Commissione consiliare Sanità un sostegno economico per gli specializzandi sanitari non medici

Dalla Commissione consiliare Sanità un sostegno economico per gli specializzandi sanitari non medici
La Commissione Sanità si è impegnata ad affrontare con un provvedimento legislativo il problema degli specializzandi non medici che non percepiscono borse di studio né una retribuzione per il lavoro effettuato durante gli anni della specializzazione. Domenico Gallus, a seguito dell’audizione dei rappresentanti del Comitato “Biologi e non medici sanitari specializzandi”, dichiara: “Stiamo lavorando a un testo di legge che preveda aiuti concreti utilizzando i fondi europei”

La Commissione Sanità del Consiglio regionale della Sardegna, riunitasi mercoledì 17 luglio 2019, si è impegnata ad affrontare con un provvedimento legislativo il problema degli specializzandi sanitari non medici che, a differenza dei medici, non percepiscono borse di studio né una retribuzione per il lavoro effettuato durante gli anni della specializzazione. La decisione è stata assunta dal parlamentino, presieduto dall’on. Domenico Gallus, a seguito dell’audizione dei rappresentanti del Comitato “Biologi e non medici sanitari specializzandi”.
 
Guidati dalla biologa Elisabetta Caredda i giovani professionisti, Alice Sanna, Daniela Diana, Francesco Masia, Silvia Gabba, hanno lamentato la condizione di discriminazione nella quale versano i biologici (ma anche i veterinari, fisici e i farmacisti) rispetto ai medici specializzandi. Una condizione che, nonostante la laurea conseguita, li costringe a pesanti sacrifici e a dover fare ancora affidamento alla famiglia.
 
“Premesso che i concorsi per le scuole di specializzazione per i laureati non medici afferenti all’area sanitaria sono stati per tre anni bloccati – spiega Elisabetta Caredda – , nel momento in cui si è deciso di riattivarli, le borse di studio regionali sono state drasticamente tagliate, quasi annullate potremo dire, poiché gli specializzandi non medici, sino all’anno accademico 2012/2013, erano tutti coperti di una borsa di studio regionale. Questo ha comportato la sospensione di alcuni corsi di specializzazione non attivati proprio per la mancanza di borse studio, e per gli specializzandi iscritti la difficoltà di trovarsi ad affrontare quotidianamente rilevanti sacrifici e spese significative che la frequenza di una scuola di specializzazione, nella sua più ampia attività, inevitabilmente comporta”.
 
Al termine dell’intervento dei commissari, il presidente Gallus ha promesso un interessamento concreto per andare incontro alle esigenze dei giovani professionisti: “Stiamo lavorando a un testo di legge che preveda aiuti concreti utilizzando i fondi europei, visto che le risorse regionali sono scarse e non bastano nemmeno a soddisfare i bisogni dei medici specializzandi sardi”.

20 Luglio 2019

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