Diabete. Barberini: “Regione in prima linea per promuovere prevenzione e cura”

Diabete. Barberini: “Regione in prima linea per promuovere prevenzione e cura”

Diabete. Barberini: “Regione in prima linea per promuovere prevenzione e cura”
La Regione ha firmato un protocollo d'intesa con il Coordinamento delle associazioni persone con diabete dell'Umbria. Tra i primi obiettivi, far partire un lavoro congiunto per la prevenzione e per il supporto ai pazienti. Prevista anche l'attivazione di un gruppo di lavoro per il monitoraggio sull'applicazione del percorso diagnostico terapeutico assistenziale sul territorio regionale.

La Fontana Maggiore, monumento simbolo del capoluogo umbro, alle ore 19 di oggi 14 novembre, si colorerà di blu, mentre Piazza IV novembre,  accoglierà gli sbandieratori di Città della Pieve che sfileranno su Corso Vannucci partendo alle 18 da Piazza Italia. E poi una conferenza sull'attuazione del piano nazionale del diabete, nonché varie iniziative che invitano all'esercizio fisico e ad adottare uno stile di vita sano e la distribuzione di materiale informativo per la prevenzione e la corretta gestione della patologia. Sono le iniziative organizzate dalla Regione Umbria insieme alle Associazioni, le società scientifiche e il personale sanitario in occasione della Giornata mondiale del diabete istituita nel 1991 dall'International Diabetes Federation e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e organizzata in Italia dal 2002 per sensibilizzare e informare l'opinione pubblica sul diabete.

"Il diabete – ha riferito in una nota l'assessore regionale alla Coesione sociale e Welfare, Luca Barberini – è una malattia cronica che può portare a gravi complicazioni negli anni se non curata in modo adeguato. Ormai è chiaro che un corretto stile di vita può ridurre l'insorgenza e le conseguenze della patologia che ha una forte ricaduta sul sistema sanitario nazionale e regionale anche in termini di costi. L'Assessorato alla sanità della Regione Umbria – ha proseguito –  è impegnato in modo concreto ormai da qualche anno per raggiungere gli obiettivi prefissati dal Piano nazionale del diabete ed ha istituito gruppi di lavoro costituiti da diabetologi, direttori di distretto, associazioni, società scientifiche e specialisti, che hanno elaborato un piano diagnostico terapeutico assistenziale  regionale per il diabete mellito di tipo 1 e per il diabete mellito di tipo 2".

L'assessore Barberini ha quindi ricordato che "l'attenzione all'associazionismo è uno degli obiettivi del Piano nazionale per la malattia diabetica in quanto le associazioni di persone con diabete svolgono un'azione collettiva, responsabile e solidale ed hanno un ruolo importante nell'assistenza, specialmente in questo particolare momento in cui le risorse destinate ai servizi si riducono vistosamente".

"La Regione – ha aggiunto – ha firmato un protocollo d'intesa con il Coordinamento delle associazioni persone con diabete dell'Umbria, proprio con l'obiettivo di valorizzare il ruolo delle associazioni e formare volontari per il sostegno nelle attività di promozione della salute. Il documento, in linea con il Piano nazionale per il diabete – ha precisato Barberini – ha tra i primi obiettivi proprio quello di far partire un lavoro congiunto per la prevenzione di questa patologia, nonché per supportare le persone che ne sono già affette".

Tra gli obiettivi è prevista anche l'attivazione presso il Servizio regionale competente della Direzione Salute e Coesione sociale, di un gruppo di lavoro preposto al monitoraggio sull'applicazione del percorso diagnostico terapeutico assistenziale sul territorio regionale. Inoltre, spiega ancora la nota regionale, con il supporto e il contributo del Coordinamento e delle organizzazioni di volontariato, si punta a promuovere e garantire l'attività di prevenzione primaria a tutta la popolazione regionale attraverso l'organizzazione di eventi di sensibilizzazione, corsi di formazione, realizzazione di punti di informazione e laboratori didattici, con una specifica vocazione verso le fasce deboli  più esposte al rischio di contrarre la patologia diabetica, fra cui anziani, disabili e immigrati, ricercando un rapporto privilegiato con la rete dell'associazionismo territoriale e le istituzioni educative e scolastiche del territorio.

14 Novembre 2015

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