Disabili gravi. In Campania una legge di iniziativa popolare sul diritto alla cura

Disabili gravi. In Campania una legge di iniziativa popolare sul diritto alla cura

Disabili gravi. In Campania una legge di iniziativa popolare sul diritto alla cura
La Regione ha ufficializzato la verifica delle firme, 11.395. “Questa legge è indispensabile per tutelare la salute e la vita stessa dei più deboli”, spiegano i volontari che per 4 mesi hanno lavorato alla raccolta firme. Una legge che “può salvare le vite ai disabili gravi e gravissimi e anche quelle delle loro famiglie”. Il Consiglio regionale avrò ora 90 giorni per discutere e decidere se approvare la legge. In Campania l’ultima pdl di iniziativa popolare risale a quasi 12 anni fa, riguardava l’energia solare. IL TESTO DELLA PDL

Quattro mesi per le strade, nelle piazze, davanti agli ospedali, alle scuole, ai mercati. Sotto la pioggia e il sole, giorni feriali e festivi, decine di volontari che hanno parlato con i cittadini, spiegato e gestito moduli e documenti per raccogliere oltre 11 mila firme (ne bastavano 10 mila) e portare all’attenzione del Consiglio Regionale una proposta di legge di iniziativa popolare sul diritto alla cura per i disabili gravi e gravissimi. Una legge che, spiegano i volontari che hanno portato avanti l’iniziativa, “può salvare le loro vite e anche quelle delle loro famiglie”. “Ce l’abbiano fatta”, dicono i volontari dopo essere andati alla Regione con 12 scatoloni, dove è stata ufficializzata la verifica delle firme, 11.395.

La consegna delle firme è avvenuta martedì scorso. Sotto la Regione erano circa cinquanta, sette di loro sono saliti negli uffici dove avevano appuntamento con i funzionari regionali. Loro, più dodici persone della Regione (tra le quali anche il consigliere Carpentieri, uno dei sostenitori della proposta di legge) hanno verificato una per una le firme. Un lavoro da certosino iniziato alle 10 del mattino e finito, senza sosta, sette ore dopo.

Gerardo Pagano, primo firmatario della proposta di legge, era in quella stanza. “Quando siamo arrivati a verificare diecimila firme – racconta – è scoppiato un boato, un applauso, la stanza si è riempita di un’emozione enorme che ha accomunato noi e i funzionari della Regione. Quello che sembrava un obiettivo irraggiungibile è stato raggiunto”.

Come c’è scritto nel verbale ufficiale, firmato dal direttore generale Magda Fabbrocini e dal dirigente Vincenza Vassallo, parliamo di “720 moduli contenenti le firme di sottoscrizione della proposta per un totale di n. 11.395 debitamente autenticate e dotate di certificazione elettorale”.

“Non era facile, per niente” commenta Pagano. E aggiunge “Una proposta di legge popolare è la forma più alta e più bella di partecipazione democratica, è la gente che diventa parte attiva della vita della sua comunità. In tempi in cui tutti si lamentano del distacco tra cittadini e istituzioni è davvero qualcosa di straordinario e in Campania non avveniva dal lontano 2011”.

L’ultima volta che i cittadini campani avevamo proposto una loro legge è stato infatti quasi dodici anni fa, ricorda la nota dei volontari, riguardava l’energia solare, fu approvata dal Consiglio e divenne legge. Un precedente di buon auspicio. “Il punto è proprio questo – dice Lorenzo Latella, presidente di Cittadinanzattiva Campania, tra i promotori della proposta di legge – raccogliere le firme è stato sicuramente un piccolo grande miracolo, ma il passo decisivo sarà in consiglio regionale, la sua approvazione della legge sarà il vero atto che trasformerà per tante persone un sogno in una realtà concreta, ricordandoci che il sogno di cui parliamo è soltanto quello di potersi curare, di non essere abbandonati e condannati alla malattia”.

“Ora – aggiunge – dobbiamo far capire a tutti che questa legge è indispensabile per tutelare la salute e la vita stessa dei più deboli. Per altro con costi minimi, che diventano un risparmio perché evitano che questi malati poi debbano essere curati con modalità decisamente più onerose, come l’ospedalizzazione”.

La parola ora passa al Consiglio regionale che ha 90 giorni di tempo per discutere e decidere se approvare questa legge, la prima negli ultimi dodici anni voluta e proposta direttamente dalla gente.

13 Gennaio 2023

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