Emergenza-urgenza. Medici e infermieri piemontesi lanciano petizione per chiedere una riforma

Emergenza-urgenza. Medici e infermieri piemontesi lanciano petizione per chiedere una riforma

Emergenza-urgenza. Medici e infermieri piemontesi lanciano petizione per chiedere una riforma
Nella petizione le proposte alla Giunta per la realizzazione di un modello più moderno ed efficiente di Emergenza-Urgenza e la richiesta di un tavolo di concertazione per discuterle. Tra le richieste: il superamento della dicotomia tra medico ed infermiere dell’Emergenza-Urgenza Ospedaliero e Territoriale; la revisione dei criteri di reclutamento del personale sanitario di Elisoccorso con la creazione di un albo regionale ad hoc; l’aumento dei contratti di formazione Specialistica; l’attuazione del Dm 70 per la Medicina d’Urgenza; incentivi economici per medici e  infermieri di PS e Triage.

Il Pronto Soccorso ed il Sistema di Emergenza Territoriale sono da sempre un punto di riferimento per la tutela della salute del Cittadino. La carenza di personale sanitario e la conseguente difficoltà al reperimento ha ormai raggiunto livelli critici. Nessuno vuole più lavorare in PS poiché è un ambiente stressante, complesso, sottopagato, con enormi responsabilità, aperto 365 giorni all'anno, 24 ore al giorno. Per far fronte a tutte queste criticità, un gruppo di Specialisti in Medicina d’Emergenza-Urgenza (MEU), di Medici d’Urgenza ante-Specialità in Medicina d’Emergenza-Urgenza e di Infermieri di Emergenza-Urgenza che lavorano in diverse realtà piemontesi hanno presentato una serie di proposte da presentare alla Giunta.

Per raccogliere consensi intorno alle proposte e chiedere alla Regione una riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza, gli stessi hanno anche lanciato una petizione su change.org che, al momento, ha trovato il sostegno di 518 persone.

“L’attuale modello organizzativo Piemontese del Sistema di Emergenza-Urgenza, sia territoriale che ospedaliero, è solo uno fra i tanti possibili”, si spiega nelle premesse della petizione. Modello che, viene peraltro sottolineato, "comporta elementi di forte rigidità di sistema, maldistribuzione dei carichi di lavoro con una pericolosa concentrazione degli stessi su alcuni “nodi” della rete emergenza/urgenza, perdita di professionalità di alcuni operatori di emergenza, centri di costo estremamente onerosi senza chiari vantaggi in termini di efficacia, efficienza ed economicità”.

Sette le proposte del gruppo di medici e infermieri che, capitanati da Bartolomeo Lorenzati, Medico d’Emergenza-Urgenza, hanno lanciato la petizione. Eccole:

1)   l’apertura di un tavolo di concertazione riguardante il riordino del Sistema di Emergenza Territoriale ed Ospedaliera;


2)   il superamento della dicotomia tra medico ed infermiere dell’Emergenza-Urgenza Ospedaliero e Territoriale che vede come premessa necessaria la sospensione dell'utilizzo dell'istituto contrattuale del convenzionamento per l'assunzione di medici nell'emergenza urgenza;


3)   l’assunzione di medici d’Emergenza Urgenza Territoriale solo nel ruolo della Dirigenza Medica eliminando fin da ora la possibilità di un regime di convenzione consentendo a coloro che attualmente lavorano in tale regime la scelta del passaggio alla dipendenza o del perdurare del convenzionamento sino alla pensione;


4)  la revisione dei criteri di reclutamento del personale sanitario del Servizio di Elisoccorso Regionale con la creazione mediante apposito concorso pubblico, di un albo regionale da cui reclutare il personale medico ed infermieristico qualificato ed idoneo a lavorare in tale servizio, modificando pertanto la Delibera della Giunta Regionale 14 gennaio 2008, n 13-8005 che individua negli Specialisti in Anestesia e Rianimazione le uniche figure professionali idonee a tal servizio. La succitata Delibera non prende in considerazione le competenze, dimostrate ogni giorno sul campo, dei nuovi Specialisti in Medicina d’Emergenza ed Urgenza e di tutti coloro che, pur con altre Specialità, hanno lavorato e lavorano come medico unico in P.S e D.E.A. da almeno 5 anni;

 
5)   un congruo incremento dei contratti di formazione Specialistica in Medicina d’Emergenza-Urgenza ed in Specialità equipollenti con appositi contratti regionali secondo una programmazione che tenga conto delle reali necessità, attuali e future, in modo da poter coprire il fabbisogno di specialisti e coprire il fisiologico turnover di personale;


6)   la reale attuazione del Decreto Ministeriale 2 aprile 2015 n. 70 che prevede una Medicina d’Urgenza/sub-intensiva ed un OBI in ogni DEA di I e II livello e la realizzazione della figura di Medico di Emergenza-Urgenza “unico” in ogni DEA di I e II livello;


7)   l’istituzione di un incentivo economico per i medici e gli infermieri di Pronto Soccorso e Triage in quanto soggetti ad un lavoro logorante, usurante e caratterizzato da un elevato numero di notti e festivi.

30 Ottobre 2019

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