Fiaccolata contro la violenza. Grande partecipazione a Bari, presente anche Palese

Fiaccolata contro la violenza. Grande partecipazione a Bari, presente anche Palese

Fiaccolata contro la violenza. Grande partecipazione a Bari, presente anche Palese
La manifestazione promossa dall’Omceo Bari, per ricordare Barbara Capovani e Paola Labriola, ma anche per chiedere misure concrete per fermare le aggressioni in sanità. Anelli: “Siamo in emergenza. La sicurezza degli operatori sanitari diventi una priorità nell’azione di Governo”. Per l’assessore Palese un momento che “richiama tutti noi, a cominciare dalle istituzioni, a coniugare la pratica della memoria con l’impegno quotidiano”.

Erano in molti, nonostante la minaccia del maltempo, coloro che hanno partecipato ieri sera alla fiaccolata organizzata nel capoluogo pugliese dall’Ordine dei medici di Bari, in concomitanza con le manifestazioni che si sono svolte a Pisa e in diverse altre città italiane per ricordare Barbara Capovani, la psichiatra recentemente uccisa a Pisa da un paziente e per richiamare le istituzioni alla necessità di soluzioni decisive contro le aggressioni contro gli operatori sanitari, che non solo nel caso di Capovani sono finite con il decesso della vittima. A Bari, infatti, è stata ricordata anche Paola Labriola, psichiatra accoltellate a morte da un paziente nel 2013.

Alla fiaccolata erano inoltre presenti Vito Calabrese, marito di Paola Labriola, poi l’assessore alla Salute della Regione Puglia, Rocco Palese e l’assessore al Welfare del Comune di Bari, Francesca Bottalico, che ha sfilato con la fascia tricolore in rappresentanza del sindaco.

“La Regione Puglia è presente alla fiaccolata organizzata da Omceo per ricordare la dottoressa Paola Labriola e la dottoressa Barbara Capovani, insieme a tutte le vittime della violenza sul lavoro. Tra loro anche la dottoressa Maria Monteduro, uccisa a Gagliano del Capo mentre svolgeva la sua funzione di guardia medica”, ha detto Rocco Palese. “La manifestazione ha visto una straordinaria e commovente partecipazione. Un momento di ascolto e riflessione molto intenso, che richiama tutti noi, a cominciare dalle istituzioni, a coniugare la pratica della memoria con l’impegno quotidiano”.

“Ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza – le parole affidata a una nota da Filippo Anelli, presidente dell’Ordine dei medici di Bari e della Federazione nazionale degli Ordini dei medici – Mi attendo quindi una risposta formale da parte del governo, che inserisca la sicurezza nelle strutture sanitarie come una priorità dell’azione dell’esecutivo e di conseguenza una priorità di ordine pubblico. Per elevare il livello di allerta serve infatti sensibilizzare anche le forze dell’ordine, perché ogni chiamata sia presa in considerazione con l’attenzione riservata alle situazioni ad alto rischio. Inoltre, serve una piena applicazione della legge 113 in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie: la norma prevede l’elaborazione di piani di sicurezza da parte delle aziende sanitarie. Eppure, a distanza di oltre tre anni, mi risulta che siano poche le strutture che hanno ottemperato in tal senso.”.

“Era doveroso commemorare le vittime e condannare episodi di violenza inaccettabili, ma anche dare la possibilità ai cittadini di esprimere la propria solidarietà. – commenta Franco Lavalle, vicepresidente dell’Ordine dei medici di Bari – Oggi medici, ordini professionali, istituzioni, associazioni, enti del terzo settore, persone comuni hanno detto insieme basta alla violenza contro gli operatori sanitari. Oltre alla solidarietà servono però interventi strutturati di tipo culturale e formativo fin dal percorso scolastico, sistemi di sicurezza elettronici, investimenti per lo sviluppo del territorio, le attrezzature e l’aumento del personale, che rendano efficiente il servizio sanitario, il cui non ottimale funzionamento favorisce frustrazione dei cittadini e gli episodi di violenza”.

04 Maggio 2023

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