Fials Lazio: “Manodopoera in affitto e personale che scappa all’estero: una sanità in completo abbandono”

Fials Lazio: “Manodopoera in affitto e personale che scappa all’estero: una sanità in completo abbandono”

Fials Lazio: “Manodopoera in affitto e personale che scappa all’estero: una sanità in completo abbandono”
“Le migliaia di precari e collaboratori ai quali si negano progressioni di carriera e inserimenti a tempo indeterminato, ristagnano ai margini di un mercato del lavoro in Italia e nel Lazio diventando, sempre più spesso, preda ambita di grandi strutture sanitarie estere, private e pubbliche”, afferma la segreteria regionale Fials del Lazio.

“La mancetta per le assunzioni delle professioni sanitarie stabilita nel decretone ma limitata al 5 per cento della soglia di spesa del personale in servizio a fine 2018, il dimezzamento netto dei posti letto negli ospedali pubblici oramai completato, la chiusura di reparti specialistici di eccellenza e l’avvio verso il pensionamento di circa 7.000 infermieri cui si sommeranno medici, tecnici e amministrativi descrivono una sanità in completo abbandono". È quanto riporta una nota della segreteria regionale Fials del Lazio.
 
"Se la rotta non viene invertita – prosegue la nota – sappiamo bene che saranno pochissimi i posti di lavoro disponibili per i giovani che oggi studiano nell’ambito delle scienze mediche. Altrettanto difficile sarà riuscire a ottenere risposte assistenziali congrue alle necessità del paziente anche in base alla patologia”.
 
“Sono mesi che periodicamente puntiamo il dito contro reparti quasi interamente affidati a manodopera in affitto e troppo spesso assunta con contratti miseri o a partita Iva, contro servizi di emergenza svolti con ambulanze e personale privato, contro spese legali esagerate malgrado le strutture sanitarie vantino un ufficio legale interno e, non ultimo, contro bandi di gara per affidare servizi di assistenza a cooperative esterne che hanno originato condanne anche da parte di Corte dei conti e Anac. E in questo contesto – aggiunge la Fials – le migliaia di precari e collaboratori cui, di anno in anno, si rinnovano i contratti senza consentire progressioni di carriera e inserimenti a tempo indeterminato rimangono al palo”.
 
“E già. Costoro che ristagnano ai margini di un mercato del lavoro in Italia e nel Lazio diventano, sempre più spesso, preda ambita di grandi strutture sanitarie estere, private e pubbliche – incalza la nota -. Non stiamo parlando della mera fuga dei cervelli che periodicamente scandalizza politici di ogni schieramento piuttosto di professionisti, formati, educati e seguiti nelle nostre università che emigrano per lavorare. Gli viene pagato l’alloggio e il corso di lingua e infine stipendio e contributi decorosi. Non è un caso isolato quello dell’azienda sanitaria pubblica di Stoccarda che ha fatto le selezioni per infermieri a Torre del Greco dove a partecipare ci sono stati anche tanti giovani del Lazio. Al contempo il personale italiano è ricercato anche in Belgio, Francia, Regno Unito solo per fare qualche nome. Insomma noi li formiamo nelle nostre università, gli altri Paesi ne usufruiscono”.
 
“Basta assistere a queste sciocche contraddizioni e all’assenza totale di logica. Se non si avvieranno presto le dovute procedure per stabilizzare il personale precario che da anni, addirittura 10 o 15 anni, presta servizio nelle aziende pubbliche la degenerazione della nostra offerta sanitaria andrà presto ben oltre queste mere invettive. È doveroso quindi provvedere a mettere in piedi concorsi riservati per il personale precario e riconoscere i titoli maturati negli anni. Un esempio è quello dell’Asl di Latina che ha regolarizzato i precari annosi e anche Asl Viterbo sembra intraprendere la stessa strada. E noi Fials lo rivendichiamo e chiediamo con forza – conclude la nota Fials -: tutte le altre aziende sanitarie dovrebbero facilmente seguirne la pratica. Ci auguriamo che i vertici regionali parteggino per invogliare i manager”. 

08 Aprile 2019

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...