Fondazione Santa Lucia. Cgil, Cisl e Uil: “Preoccupati della grave crisi” 

Fondazione Santa Lucia. Cgil, Cisl e Uil: “Preoccupati della grave crisi” 

Fondazione Santa Lucia. Cgil, Cisl e Uil: “Preoccupati della grave crisi” 
La Fondazione ha comunicato l'esito negativo della procedura di composizione del debito e l’imminente avvio del piano di ristrutturazione soggetto ad omologazione da parte del tribunale. Sale la preoccupazione: “Una notizia allarmante per il futuro della struttura, la tenuta assistenziale e la salvaguardia dei livelli occupazionali”, dichiarano Cgil, Cisl e Uil che chiedono alla Regione di attivarsi per un confronto urgente con il Governo.

Cresce la preoccupazione dei sindacati e dei lavoratori della Fondazione Irccs Santa Lucia di Roma, dopo l’assemblea convocata oggi dai vertici della Fondazione con le organizzazioni sindacali e tutte le lavoratrici e lavoratori dell’Istituto di Ricerca per comunicare l’esito negativo della procedura di composizione del debito e l’imminente avvio del piano di ristrutturazione soggetto ad omologazione da parte del tribunale, previsto dal codice della crisi di impresa e dell’insolvenza.

“Una notizia allarmante – dichiarano in una nota le segreterie regionali del Lazio di FP CGIL, CISL FP e UIL FPL – per il futuro della struttura, la tenuta assistenziale e la salvaguardia dei livelli occupazionali”.

L’IRCCS privato, interamente dedicato alla neuroriabilitazione ospedaliera di alta specialità e alla ricerca nelle neuroscienze, occupa circa 800 dipendenti e numerosi collaboratori, assiste ogni anno migliaia di pazienti e si occupa di numerosi progetti di ricerca. “Già nel 2014 – ricostruisce la nota dei sindacati confederali – avevamo manifestato come organizzazioni sindacali tutta la nostra contrarietà e dubbi sul fatto che fosse l’unica ad operare senza aver sottoscritto il contratto con la Asl Roma 2, come prevede l’attuale disciplina in materia di accreditamento, situazione che si è protratta per quasi 10 anni. Anni di contenziosi con la Regione Lazio, di mancato raggiungimento da parte della struttura del budget assegnato, di vantati crediti ceduti a terzi, di tariffe non adeguate alla complessità dei pazienti e alti costi di gestione – tra cui l’affitto della struttura-ha comportato un’inevitabile instabilità finanziaria che negli anni si è aggravata e l’ammanco che il Santa Lucia ha maturato ha raggiunto cifre ingestibili”.

Con la comunicazione fatta dal Direttore Generale, “la situazione è precipitata e quello che sembrava fino a ieri fra le ipotesi possibili, oggi è diventata realtà ovvero il possibile fallimento di una azienda di rilevanza nazionale all’interno del Servizio Sanitario con il rischio che a pagarlo saranno soprattutto le lavoratrici e i lavoratori coinvolti”.

Cgil, Cisl e Uil chiedono, dunque, “con urgenza alla Regione Lazio di farsi parte attiva per far convocare, come già richiesto dalle nostre segreterie confederali e anche di categoria nazionali, con urgenza un incontro con il ministero delle Imprese e del Made in Italy per comprendere le determinazioni che si vorranno prendere per garantire la continuità assistenziale per la popolazione, salvaguardare i livelli occupazionali e il mantenimento dei livelli salariali dei dipendenti di uno dei centri di eccellenza per la neuroriabilitazione e la ricerca della sanità del Lazio. La richiesta, inviata per conoscenza anche al ministro della Salute, è, oggi, più urgente che mai, nel frattempo valuteremo con le lavoratrici ed I lavoratori il proseguo della vertenza”.

25 Luglio 2024

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