Formazione complementare Oss. Consiglieri di opposizione: “Lanzarin riferisca subito in Aula e coinvolga le parti”

Formazione complementare Oss. Consiglieri di opposizione: “Lanzarin riferisca subito in Aula e coinvolga le parti”

Formazione complementare Oss. Consiglieri di opposizione: “Lanzarin riferisca subito in Aula e coinvolga le parti”
Ii consiglieri de il Veneto che Vogliamo, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Europa Verde e Gruppo misto intervengono contro la nuova delibera: “Non è così che si affrontano i problemi di organico: sovraccaricare i dipendenti non risolve nulla e anzi, rischia di fare peggio. I lavoratori vanno messi nelle condizioni di svolgere le proprie mansioni con serenità, quelle per cui sono stati formati”.

“Un’operazione mimetica, che non risolve i problemi né per i cittadini, né per gli infermieri, né per gli Oss”. Sono le parole dei Consiglieri regionali de il Veneto che Vogliamo, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Europa Verde e del componente di opposizione del Gruppo misto che intervengono in merito a quella che definiscono “l’operazione super Oss”.

“Solo nella Regione del Veneto – osservano i consiglieri in una nota congiunta – nasce la figura dell’operatore socio sanitario con funzioni infermieristiche che potrà svolgere le mansioni che oggi fa un infermiere, ma senza il riconoscimento che si attende da tempo. Prima gli infermieri autisti di auto medica, adesso gli Oss con funzioni infermieristiche: ormai nella sanità veneta tutti fanno tutto, con il risultato che sempre più professionisti sono esasperati e scappano nel privato o all’estero. Non è così che si affrontano i problemi di organico: sovraccaricare i dipendenti non risolve nulla e anzi, rischia di fare peggio. I lavoratori vanno messi nelle condizioni di svolgere le proprie mansioni con serenità, quelle per cui sono stati formati”.

“Nonostante l’allarme lanciato anni fa – proseguono i consiglieri – com’era successo per la carenza di medici di base, la Regione non riesce a rispondere se non creando confusione e senza coinvolgere le parti. Per questo serve che l’assessore Lanzarin riferisca subito in Aula. L’Oss potrà svolgere in Veneto una serie di attività che svolgeva l’infermiere, che però per fare il suo lavoro deve prendere prima un diploma, e poi una laurea di tre anni. Una scelta che consentirà alle strutture, soprattutto a quelle private, di poter operare con meno infermieri e a minor costi. E gli Oss, che pure non hanno un profilo nazionale, questione sulla quale avevamo spinto già un anno fa interloquendo con alcuni parlamentari, rischiano di avere più responsabilità, senza un avanzamento economico. Una scorciatoia veneta, che dimostra ancora una volta l’incapacità di programmare e sostenere la sanità pubblica. Lo abbiamo visto con medici di base: che nel 2025 1 veneto su 4 non avrà un medico di base era cosa nota da tempo alla giunta Zaia. E la gestione della sanità è una ricerca di scorciatoie continua, che non risolvono i problemi ma determinano uno scadimento dei servizi”.

“Chiediamo un chiarimento urgente – concludono i consiglieri – come chiedono le rappresentanze sindacali e i lavoratori, infermieri e Oss, che si trovano sulla testa una scelta calata dall’alto”.

14 Aprile 2022

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