FVG. Il programma di Governo: “Sulla riforma sanitaria basta scontri, ma è prevista una revisione dell’attuale assetto”

FVG. Il programma di Governo: “Sulla riforma sanitaria basta scontri, ma è prevista una revisione dell’attuale assetto”

FVG. Il programma di Governo: “Sulla riforma sanitaria basta scontri, ma è prevista una revisione dell’attuale assetto”
Il presidente Massimiliano Fedriga ha fornito le linee programmatiche della sua azione amministrativa. Tra le priorità la idefinizione del rapporto ospedale-territorio con particolare attenzione alle risorse. E poi, sulle misure di protezione sociale: “l'inclusione sociale non deve essere sinonimo di assistenzialismo”

Basta scontri sulla riforma sanitaria varata dalla precedente amministrazione: adesso è il tempo delle “idee, per offrire risposte convincenti alle criticità emerse nel tempo”. Quanto a una nuova riforma, "non rappresenta in sé e per sé la soluzione per cambiare la rotta”; di certo “qualsiasi intervento deve essere conseguenza di una precisa definizione delle risorse economiche da destinare al Sistema sanitario regionale”. 

È quanto ha affermato il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, presentando il programma di Governo. 

Fedriga ha annunciato la realizzazione di “una revisione dell'attuale assetto, individuando una equilibrata e coerente distinzione tra i processi delle strutture ospedaliere e del servizio territoriale, che però, ovviamente, devono mantenere la loro complementarietà. Tutto ciò prevedendo un unico punto di governo per la pianificazione, il coordinamento ed il controllo del Servizio sanitario regionale”.

Per quel che concerne le misure di protezione sociale, Fedriga ha affermato che “l'inclusione sociale non deve essere sinonimo di assistenzialismo: una mano responsabile non estrae dalle tasche denaro pubblico per mantenere i figli inattivi, ma per contribuire alla loro formazione e al loro inserimento professionale, mentre interviene con più incisività per risolvere le difficoltà di chi, come nel caso degli anziani o dei disabili, richiede maggiori e più durevoli tutele”.

Infine, tre aspetti: la promozione dell'equità e l'uniformità territoriale del finanziamento regionale alle strutture residenziali per anziani, la ridefinizione e implementazione dell'integrazione fra Enti locali e Aziende sanitarie e un'articolazione più flessibile delle varie forme di contribuzione pubblica per favorire la domiciliarità delle persone anziane.

29 Maggio 2018

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