Giornata mondiale dell’ictus cerebrale. Il 29 ottobre Screening gratuiti a Milano

Giornata mondiale dell’ictus cerebrale. Il 29 ottobre Screening gratuiti a Milano

Giornata mondiale dell’ictus cerebrale. Il 29 ottobre Screening gratuiti a Milano
A.L.I.Ce Milano sarà presente in piazza Cordusio, dalle 10.00 alle 18.00, con un’iniziativa di screening, rivolta alla popolazione, dedicata all’individuazione dei fattori di rischio della patologia. “Ciò che dobbiamo fare per sentire i professionisti, chi davvero si occupa di queste patologie e capire qual è il sistema migliore per realizzare percorsi dignostico-terapeutici corretti”, ha commentato Fabio Rizzi. 

Si celebrerà domani la Giornata Mondiale dell’ictus cerebrale, l’iniziativa internazionale organizzata dalla World Stroke Organization, che in Italia, come ogni anno, è promossa da A.L.I.Ce Italia Onlus. In particolare, nel capoluogo lombardo, A.L.I.Ce Milano sarà presente in piazza Cordusio, dalle 10.00 alle 18.00, con un’iniziativa di screening, rivolta alla popolazione, dedicata all’individuazione dei fattori di rischio della patologia, con il contributo non condizionato di Bayer Healthcare.

L’iniziativa è stata presentata a conclusione della conferenza stampa “L’ictus si previene ‘curando’ il territorio” organizzata da A.L.I.Ce Lombardia presso il Consiglio Regionale della Lombardia. Alla presenza di Fabio Rizzi, Presidente III Commissione permanente Sanità e Politiche Sociali e Fabio Altitonante, Membro III Commissione permanente Sanità e Politiche Sociali, clinici, associazione pazienti e istituzioni regionali, si sono incontrate per mettere a fuoco le dimensioni del problema e per analizzare le prospettive future.

Considerare l’ictus cerebrale non soltanto un fenomeno “acuto” da gestire in emergenza ma, in un’accezione più ampia, un evento determinato da una molteplicità di fattori, sui quali non esiste ancora una piena consapevolezza, nei confronti dei quali si può intervenire con un’opportuna attività di sensibilizzazione e prevenzione e, nel caso si verifichi, con la messa in atto di un adeguato percorso di riabilitazione. Tutto ciò in una logica di continuità assistenziale tra ospedale e territorio e una stretta collaborazione tra specialista e Medico di Medicina Generale. Elemento, questo, frutto di una elaborazione culturale di recente acquisizione, che necessita, quindi, di un perfezionamento e di interventi incisivi. Questi, in sintesi, gli elementi emersi nel corso dell’incontro.

“Dal punto di vista delle innovazioni terapeutiche negli ultimi 10 anni abbiamo assistito ad enormi progressi – ha sottolineato Elio Clemente Agostoni, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e della Struttura Complessa Neurologia e Stroke Unit dell'Ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano, Coordinatore per la Regione Lombardia della Società Italiana di Neurologia (SIN) e della Società Italiana Neurologi, Neurochirurghi e Neuroradiologi Ospedalieri (SNO) – dall’introduzione della trombolisi sistemica (farmaci capaci di sciogliere i trombi nell’arteria cerebrale), che ha portato un notevole miglioramento per quanto riguarda la riduzione della mortalità, ma soprattutto della disabilità, alla trombectomia meccanica, ovvero la rimozione attraverso micorocateteri del trombo nell’arteria cerebrale occlusa tramite dispositivi definiti ‘stent triver’ che permettono di catturare il trombo e portarlo fuori dalla circolazione sanguigna. La combinazione di queste due procedure ha dimostrato, in tutti gli studi clinici, un’efficacia decisamente superiore rispetto alla sola trombolisi venosa. Tuttavia, questo approccio terapeutico, per essere efficace, deve essere praticato in una finestra terapeutica ristretta: entro 4 ore, al massimo, dall’insorgenza dei primi sintomi nel caso della sola trombolisi, fino a 6 ore se effettuata in combinazione con la trombectomia meccanica”.

“Prevenzione, territorio, patologie, rete ospedale-territorio, rete socio-sanitaria, continuità assistenziale, sono tutti temi di cui si è discusso oggi. Ma la vera domanda è: il nostro sistema è pronto? No – è la risposta fornita da Fabio Rizzi Presidente Commissione Sanità e Politiche Sociali della Lombardia – Siamo pronti e siamo stati pronti per raggiungere i risultati ottenuti sino ad oggi, ma se non cambiano determinate condizioni di base dal punto di vista organizzativo, non saremo in grado di affrontare le sfide future. Ciò non significa che il livello della sanità lombarda sia scadente, tutt’altro. Purtroppo, però, il limite stesso della proiezione futura della lotta all’ictus, sia dal punto di vista preventivo che da quello interventistico e, ancora di più, da quello della presa in carico degli esiti, paga oggi un grosso limite della nostra organizzazione. Luci e ombre dovute alla netta spaccatura tra la sanità e il mondo socio-sanitario e socio-assistenziale, tra il mondo sanitario-ospedaliero e il mondo ospedaliero-territoriale. Questo, al di là delle collaborazioni che esistono tra le diverse strutture e tra i professionisti che andrebbero messe a sistema e non lasciate all’iniziativa dei singoli”.
Perciò, ha spiegato ancora Rizzi – la scelta che abbiamo fatto con questa riforma sanitaria, valorizza le eccellenze completando i buchi di sistema. Una vera e propria rivoluzione, quindi, perché mette insieme le due aziende che oggi seguono ospedale, territorio, parte sanitaria e parte socio-sanitaria, interrompendo una situazione tendenzialmente schizofrenica con prese in carico a scarto variabile in funzione delle diverse situazioni. Infine, un importante punto della nuova legge è che determinate prestazioni, incentivi e stanziamenti saranno rilasciati anche in base alla misurazione degli esiti, fattore che porterà ad una corretta valutazione delle strutture. Concludo con un richiamo ai costi e alle risorse che possono essere insufficienti perché è sbagliato il metodo. Ciò che dobbiamo fare per sentire i professionisti, chi davvero si occupa di queste patologie e capire qual è il sistema migliore per realizzare percorsi dignostico-terapeutici corretti dal punto di vista scientifico e in base a ciò mettere in campo le risorse sufficienti per far fronte alla situazione”.
 

28 Ottobre 2015

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