I “bersagli” del Sant’Anna premiano sanità di Trento: punteggi più alti per la metà degli indicatori rispetto a un anno fa

I “bersagli” del Sant’Anna premiano sanità di Trento: punteggi più alti per la metà degli indicatori rispetto a un anno fa

I “bersagli” del Sant’Anna premiano sanità di Trento: punteggi più alti per la metà degli indicatori rispetto a un anno fa
Zeni: “I dati del Sant’Anna mettono in luce la qualità del servizio sanitario trentino e indicano gli ambiti in cui il nostro sistema è chiamato a migliorarsi, per essere in grado di rispondere adeguatamente ai rinnovati bisogni di salute di una popolazione sempre più anziana e interessata da patologie croniche”

La qualità della sanità trentina si conferma alta e in ulteriore miglioramento: rispetto al 2016 sono migliorati più della metà degli indicatori di valutazione. 

È quanto emerge dai risultati 2017 del Sistema di valutazione dei sistemi sanitari regionali presentati lo scorso 1 giugno a Venezia dal laboratorio Management e sanità della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa. 

Lo studio mette a confronto le "performance" di 12 sistemi sanitari regionali (Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto e le due Province autonome di Trento e Bolzano), misurandone oltre 300 indicatori. 

“I dati del Sant’Anna mettono in luce la qualità del servizio sanitario trentino, anche rispetto alle altre regioni italiane e indicano gli ambiti in cui il nostro sistema è chiamato a migliorarsi, per essere in grado di rispondere adeguatamente ai rinnovati bisogni di salute di una popolazione sempre più anziana e interessata da patologie croniche”, ha affermato l'assessore alla Salute e politiche sociali Luca Zeni

“Un quadro che conferma come la strada intrapresa sia quella giusta e che dovrebbe sollecitare maggiore cautela in chi vuole rappresentare con negatività la sanità trentina. Al contempo – ha proseguito Zeni – l'analisi del Sant'Anna rappresenta uno stimolo a metterci ulteriormente in gioco. Dobbiamo saper leggere e interpretare con lungimiranza questi cambiamenti e riadattare le politiche sanitarie, ripensando in particolare il rapporto tra la medicina ospedaliera e quella territoriale e potenziando i servizi al di fuori delle strutture ospedaliere”.

Le migliori performance del sistema sanitario trentino si registrano nella percentuale di parti cesarei – la migliore in assoluto tra le performance di tutte le regioni analizzate – e nei tempi di accesso dei codici gialli al pronto soccorso, con una media di 30 minuti (in miglioramento rispetto all'anno scorso). Buoni risultati si evidenziano nella gestione della spesa farmaceutica, in particolare territoriale e nei tempi di attesa dell'oncologia chirurgica e in generale negli screening oncologici. Buoni risultati arrivano anche dalle cure palliative e domiciliari, dalla gestione delle cronicità e dalla donazione di organi, e si confermano le ottime performance dell'area pediatrica e materno-infantile. Confermata anche l'ottima performance in riferimento alle fratture del collo del femore operate entro due giorni, che colloca la Provincia autonoma di Trento tra le migliori.

Altri ambiti evidenziano invece la necessità di migliorare. 

È il caso del livello di copertura vaccinale. In questo ambito si segnalano comunque i miglioramenti sulle coperture vaccinali per esavalente, morbillo-parotite-rosolia, antimeningococco, antipneumococco. antinfluenzale per operatori sanitari, mentre peggiorano le coperture dell’antinfluenzale negli anziani e per l’HPV.

Un altro indicatore migliorabile fa riferimento agli abbandoni al pronto soccorso, dato però che va necessariamente contestualizzato e incrociato con gli accessi impropri e il numero dei codici bianchi e verdi.

Gli indicatori relativi ai costi rimangono tra i più elevati d’Italia assieme a Bolzano: in tal caso il maggior costo della sanità in Trentino potrebbe essere legato alle maggiori prestazioni assicurate dalla Provincia autonoma di Trento ai propri residenti (per esempio le prestazioni odontoiatriche non coperte dai Lea) e al maggior costo del personale.

"Trento – ha commentato il direttore generale dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari Paolo Bordon – migliora il 51% degli indicatori, in incremento rispetto al valore del 45,2% del 2015-2016. Tra questi si rileva un’ottima performance con riferimento all'indicatore stabilito dal Network riguardante la percentuale di parti cesarei, che risulta essere la migliore tra le regioni prese in considerazione. In miglioramento rispetto all'anno precedente risultano la percentuale di accessi in pronto soccorso con codice giallo visitati entro 30 minuti – che raggiunge la valutazione di ottimo – e l’indicatore riguardante la spesa farmaceutica territoriale pro-capite, dietro a Veneto e Liguria; nonché per il tasso di ospedalizzazione in età pediatrica, dove Trento si posiziona seconda con un trend in netto miglioramento".

06 Giugno 2018

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