Immigrati e problemi psicologici. Asp di Ragusa apre ambulatori a richiedenti e titolari di protezione internazionale

Immigrati e problemi psicologici. Asp di Ragusa apre ambulatori a richiedenti e titolari di protezione internazionale

Immigrati e problemi psicologici. Asp di Ragusa apre ambulatori a richiedenti e titolari di protezione internazionale
Garantite anche la formazione degli operatori, la supervisione e di gestione dello stress nelle unità coinvolte e nei centri di accoglienza per ridurre il rischio di malattie da stress lavoro correlate; attività di analisi e valutazione delle sostenibilità future; disseminazione e condivisione dei modelli e dei risultati relativi alla sperimentazione dell’intervento con i servizi socio sanitari del territorio

L’Azienda Sanitaria di Ragusa ha già predisposto l’apertura di quattro ambulatori per la tutela della salute dei richiedenti e titolari di protezione internazionale in condizioni di vulnerabilità psico-sanitaria.
 
Gli ambulatori sono stati dislocati in tutto il territorio di competenza dell’Asp e precisamente: ambulatorio di Vittoria: via Nicosia n. 27 tel. 0932/999476 martedì dalle 16.00 alle 17.00; ambulatorio di Ragusa:  piazza Igea n. 1 tel. 0932/234373, piano terra Rsa,  giovedì dalle 9.00 alle 11.00; ambulatorio di Modica: via A. Moro n. 1 tel. 0932/448614 giovedì dalle 8.30 alle 13.30 e ambulatorio di Pozzallo: via Orione n. 1 tel. 0932/446657 mercoledì dalle 12.00 alle 13.00.
 
Il progetto, a cui l’Asp di Ragusa partecipa come partner, insieme alle Aziende Sanitarie della Sicilia, è rivolto a favorire l’inserimento dei richiedenti e titolari di protezione internazionale affetti da gravi patologie psichiatriche presso le strutture aziendali di salute mentale garantendo anche la formazione degli operatori coinvolti, al fine di garantire percorsi terapeutici e riabilitativi, anche di lunga durata.
 
Inoltre le azioni del progetto assicurano l’organizzazione di attività di supervisione e di gestione dello stress nelle unità coinvolte e nei centri di accoglienza, al fine di ridurre il rischio di malattie da stress lavoro correlate negli operatori; attività di analisi e valutazione delle sostenibilità future; disseminazione e condivisione dei modelli e dei risultati relativi alla sperimentazione dell’intervento con i servizi socio sanitari del territorio, nell’obiettivo di creare condizioni di sensibilità e interesse al tema.

18 Luglio 2017

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