Ustioni o dolorose scottature con pentole bollenti, scariche elettriche, cadute da appoggi non stabili ma anche e soprattutto cadute in genere. Queste le principali cause degli indicenti e infortuni domestici. Ma prevenirli si può adottando corrette modalità di utilizzo degli strumenti e delle apparecchiature oltre all’impiantistica.
Tutto ciò può avvenire con una attenta adozione delle misure di prevenzione. Per questo scende in campo il settore Igiene e sanità pubblica dell’Asl AT che insieme al dipartimento di prevenzione, alla struttura di Diabetologia al Servizio tecnico e all’associazione SOS Diabete organizza un corso di due ore dal titolo “Casa sicura?” la prevenzione degli incidenti domestici. L’incontro si terrà dalle 16 alle 18 nella sala Athena all’ex don Bosco, piano -1, in via Conte Verde 125.
Relatori della serata: dott.ssa Enrica Girardino che tratterà l’argomento degli incidenti domestici: il nostro ambiente di lavoro familiare. Seguirà l’ing. Carla Pettazzi del Servizio tecnico di prevenzione che affronterà il discorso legato alle strutture e tecnologie. Chiuderà il diabetologo dott. Luigi Gentile che parlerà dei rischi su incidenti domestici e diabete.
La prevenzione degli incidenti domestici
Negli ultimi 15 anni la mortalità per traumi e avvelenamenti nella Asl AT si è di fatto dimezzata; circa 90 persone, però, ogni anno muoiono ancora per cause violente. Questa definizione comprende gli infortuni sul lavoro, i suicidi, gli incidenti stradali, ma anche gli incidenti e gli avvelenamenti in ambiente domestico.
L’indagine Multiscopo dell’Istat stima che ogni anno in Italia si verifichino 55 incidenti domestici ogni 1000 abitanti.
La sorveglianza regionale tramite gli accessi al Pronto Soccorso rivela che gli incidenti domestici causano più di 15.000 accessi l’anno nel territorio della Asl AT.
Il rischio aumenta con il crescere delle ore dedicate settimanalmente all’attività domestica e cambia anche in ragione dell’età: gli incidenti domestici che colpiscono le persone sopra i 65 anni non sono dovute ad attività particolarmente pericolose ma attività quotidiane (lavarsi, vestirsi, mangiare), mentre i bambini sotto i 14 anni si fanno male durante le attività ludiche e ricreative. Il locale dell’abitazione in cui più frequentemente si verificano incidenti è la cucina.
I bambini, insieme agli anziani, sono la fascia di popolazione a maggiore rischio e la causa principale degli incidenti è dovuta a disattenzione: il rischio domestico è percepito generalmente come scarso, ad esempio solo il 5% del campione intervistato nell’ambito della sorveglianza di popolazione PASSI lo considera alto o molto alto.
Tra gli incidenti domestici le cadute rappresentano la modalità più importante, che può portare con maggiore probabilità ad un ricovero ospedaliero, soprattutto nelle persone di età maggiore di 75 anni. Nelle strutture socio-assistenziali, poi la frequenza delle cadute è di 2/3 volte superiore a quella della popolazione non istituzionalizzata.
Prevenire gli incidenti domestici è possibile ma occorre che diventi uno stile di vita, per imparare a riconoscere i rischi, prestare loro attenzione, adeguare il comportamento e tenere l’apparato muscolo scheletrico “in allenamento” attraverso una regolare attività fisica. Gli studi hanno dimostrato infatti che, soprattutto fra le persone anziane, l'attività fisica aiuta a prevenire le cadute in quanto permette di migliorare la forza muscolare, la coordinazione e l’equilibrio; aiuta a camminare meglio e a fare le scale con minore fatica.
L’Asl AT ha previsto, nel proprio Piano di Prevenzione, azioni finalizzate alla prevenzione degli incidenti domestici in diversi ambienti di vita.
La collaborazione con la scuola prevede l’offerta di un pacchetto formativo chiamato “La valigia di Affy Fiutapericolo”, un supporto pensato e realizzato per facilitare l’educazione alla sicurezza domestica dei bambini tra i 3 e i 6 anni di età contenente una fiaba, un insieme di giochi di tipo linguistico, motorio ed espressivo e letture di approfondimento per maestre e genitori.
Il Dipartimento di Prevenzione ha inoltre organizzato un corso di formazione, dedicato alle misure di prevenzione, rivolto agli operatori sanitari e sociosanitari dei reparti ospedalieri e delle strutture residenziali per anziani
L’incontro “Casa sicura? …La prevenzione degli incidenti domestici” che si terrà il 18 ottobre è invece parte di una serie di attività di promozione di corretti stili di vita, rivolti alla popolazione, che si giovano anche della collaborazione di Enti, Istituzioni e Associazioni di volontariato.
Un po’ di numeri
Gli incidenti domestici uccidono il doppio di quelli stradali e dieci volte di più degli incidenti sul posto di lavoro. Il problema riguarda da vicino soprattutto i bambini e gli anziani che trascorrono molto tempo a casa. Bagni, scale e cucine sono le stanze meno sicure. Secondo le previsioni, nel futuro la situazione peggiorerà a causa dell’innalzamento dell’età demografica. Una recente indagine rileva la frequenza di cadute negli nelle persone con 65 anni e più.
Dove cadono gli anziani
Secondo i risultati dello studio, gli anziani cadono il 48% delle volte fuori casa. Dentro casa, gli ambienti a maggior rischio sono:
• la cucina (25%)
• la camera da letto (22%)
• le scale interne ed esterne (20%)
• il bagno (13%).
Le conseguenze delle cadute
Il modo con cui una persona cade determina il tipo di lesione: le fratture del polso si verificano quando si cade in avanti o all’indietro appoggiandosi a terra con la mano, le fratture dell’anca si verificano tipicamente quando si cade sul lato, mentre le cadute all’indietro sui glutei sono associate più raramente a fratture.
Le fratture del polso sono più comuni di quelle dell’anca tra i 65 e 75 anni, mentre quelle dell’anca predominano in età più avanzata: ciò riflette probabilmente il rallentamento dei riflessi e la riduzione dell’abilità di proteggere l’anca, attutendo la caduta con la mano (comportamento, questo, che appunto provoca le fratture del polso negli anziani più giovani).
" Il problema delle cadute nella popolazione anziana – spiega la Asl – non è semplicemente legato all’elevata incidenza, visto che bambini e atleti hanno certamente tassi di caduta più elevati, senza per questo costituire un grande problema sanitario. Piuttosto si tratta di una combinazione di incidenza e facilità di esito in lesione, dal momento che tra gli anziani c’è un’elevata prevalenza di malattie come l’osteoporosi e cambiamenti fisiologici associati all’età, come il rallentamento dei riflessi protettivi che rendono particolarmente pericolose anche cadute lievi. Inoltre la guarigione da una lesione, come per esempio una frattura, è di solito lenta nelle persone anziane e ciò aumenta il rischio di successive cadute".
"Un’altra complicazione – spiega ancora la Asl – è la sindrome ansiosa post caduta, in cui un individuo riduce movimento e attività in modo eccessivamente cauto, proprio per paura di cadere. Ciò contribuisce a ridurre la forza muscolare, favorendo una deambulazione anormale e, a lungo andare, un ulteriore aumento del rischio di cadere. Inoltre la caduta, soprattutto se l’evento si ripete, riduce la propria autostima, per cui a volte l’anziano omette di raccontare quanto accaduto per vergogna".