Infanticidio. Il Comune di Torino ricorda: “Assistenza e anonimato garantito alle donne che non vogliono riconoscere il neonato”

Infanticidio. Il Comune di Torino ricorda: “Assistenza e anonimato garantito alle donne che non vogliono riconoscere il neonato”

Infanticidio. Il Comune di Torino ricorda: “Assistenza e anonimato garantito alle donne che non vogliono riconoscere il neonato”
A pochi giorni dalla tragedia di Settimo Torinese, il Comune dirama un comunicato per ricordare alle donne incinte che non vogliono riconoscere il bambino, che possono partorire in ospedale in tutta sicurezza, per sé e il neonato, ma anche in totale anonimato. Quindi di lasciare il bambino, a cui verrà trovata una famiglia adottiva. Nel corso del 2017, spiega il comunicato, sono stati 5 i parti in forma anonima e i bambini non riconosciuti, lo scorso anno erano stati 12.

“Già da alcuni anni e come previsto dalla legge, a Torino e in Piemonte, le donne in stato in gravidanza e in dubbio sul riconoscimento del proprio nascituro, possono rivolgersi e chiedere aiuto a ospedali, servizi sociali e consultori, che operano in piena e continua collaborazione per assicurare loro, tutelandone l’anonimato, assistenza, cure mediche, sostegno psicologico nel periodo della gravidanza e il parto in anonimato in ospedale, anche con inserimento in apposite strutture socio-assistenziale per donne a cura del Servizio Minori della Direzione Servizi Sociali della Città . Dopo il parto, per il quale come detto è garantita la piena segretezza, la madre del bambino può chiedere di non riconoscerlo e, a quel punto, è il Comune a diventarne tutore e a segnalarlo all’Autorità Giudiziaria che provvede, generalmente entro venti giorni circa, a individuare per il piccolo una famiglia adottiva”.
 
A ricordare questa possibilità, per le donne che non vogliono riconoscere il figlio, è il Comune di Torino a pochi giorni dalla tragedia di Settimo Torinese, dove una donna, da quanto sarebbe emerso, ha partorito il proprio figlio in casa gettandolo poi dal balcone.

“Nel periodo che intercorre tra la dimissione del neonato dall’ospedale e l’accoglienza nella casa dei genitori adottivi – spiega ancora il comunicato – il piccolo, attraverso il servizio del Comune di Torino chiamato “Progetto Cicogna”, è affidato temporaneamente alle cure di una famiglia che ha il compito di favorire l’incontro di conoscenza tra il bambino e la famiglia adottiva e, nel contempo, fare svolgere una sorta di brevissimo tirocinio ai nuovi genitori. Quest’anno sono stati cinque i parti in forma anonima e i bambini non riconosciuti, lo scorso anno erano stati 12, 4 nel 2015 e 8 nel 2014”.

“Ogni attività è svolta in piena collaborazione tra i servizi sociali della Città di Torino, le strutture sanitarie della Città della Salute e della Regione Piemonte”, sottolinea nella nota l'assessore al Welfare, Sonia Schellino.

02 Giugno 2017

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...