Infarto. Nel Lazio diminuisce mortalità e disuguaglianze di accesso alle cure

Infarto. Nel Lazio diminuisce mortalità e disuguaglianze di accesso alle cure

Infarto. Nel Lazio diminuisce mortalità e disuguaglianze di accesso alle cure
In base ai dati presentati dalla Regione, la mortalità a 30 giorni dall’infarto miocardico acuto è passata dal 9,8% del 2012 al 7,9% del 2016. E se nel 2012 il divario nell’accesso alle cure tra chi ha un livello culturale più alto e uno più basso sfiorava quasi il 50%, nel 2016 lo scarto è stato azzerato.

Nel Lazio l’infarto si cura meglio. Diminuisce la mortalità a 30 giorni e non c’è più disuguaglianza nell’accesso alle cure tra chi ha un livello culturale più alto e uno più basso. Lo dimostrano i dati presentati nella sede della Regione durante il convegno “Risultati e prospettive della rete cardiologica del Lazio”, che ha visto la partecipazione dei medici delle cardiologie hub e spoke  di tutto il Lazio. Un momento  di confronto fondamentale che è servito a tirare le somme del lavoro fatto in questi anni sul fronte di una malattia che coinvolge ogni anno 11 mila persone, “tanto è il volume dei ricoveri”, spiega la Regione Lazio in una nota.

Secondo i dati illustrati nella nota regionale, in passato chi non aveva alcun titolo di studio o titolo elementare accedeva alle cure con maggiori difficoltà rispetto ad un laureato. “Una diseguaglianza grave che si e protratta per decenni.  Nel 2009/2010, per esempio il divario era del 39% a favore dei laureati, nel 2011/2012 ha toccato il livello massimo sfiorando quasi il 50%. Un divario inaccettabile che in questi anni è stato affrontato dalla Regione, seppur all’interno dei paletti imposti dal piano di rientro, con provvedimenti efficaci che hanno curato questa piaga. I piani di potenziamento della rete cardiologica e dell’emergenza hanno prodotto una inversione di tendenza radicale: nel  2014 lo scarto dell’ingiustizia era ridotto al 14%,  nel 2016 è stato azzerato. Oggi non c’è più differenza, il titolo di studio non pesa più nell’accesso alle cure”.

Allo stesso tempo, nel caso di infarto miocardico acuto, la mortalità a 30 giorni dal primo accesso è diminuita del 2% passando dal 9,8% del 2012 al 7,9% del 2016.

25 Maggio 2017

© Riproduzione riservata

Umberto I di Roma. Cimo-Fesmed: “Tagliato stipendio dei medici più esperti per valorizzare i giovani”
Umberto I di Roma. Cimo-Fesmed: “Tagliato stipendio dei medici più esperti per valorizzare i giovani”

“Al Policlinico Umberto I di Roma è in corso un ingiusto scontro generazionale, voluto dalla direzione dell’ospedale e incredibilmente avallato da alcuni sindacati, che causerà una notevole riduzione di una...

Ospedali a misura di donna. All’IFO confermati 3 Bollini Rosa
Ospedali a misura di donna. All’IFO confermati 3 Bollini Rosa

Gli Istituti Fisioterapici Ospitalieri, Regina Elena e San Gallicano, ottengono per il biennio 2026-2028 nuovamente i 3 Bollini Rosa di Fondazione Onda, il massimo riconoscimento per gli ospedali impegnati nella tutela della...

Via libera dalla Stato Regioni ai fondi per piattaforma liste d’attesa. Rinvio per Piano salute mentale e campagna per la salute riproduttiva
Via libera dalla Stato Regioni ai fondi per piattaforma liste d’attesa. Rinvio per Piano salute mentale e campagna per la salute riproduttiva

Dal programma sangue 2025 al finanziamento alle Regioni per la realizzazione dell’infrastruttura per la Piattaforma liste d’attesa, fino ai criteri per definire le Regioni benchmark per la definizione dei fabbisogni...

Piano sanitario nazionale. Monni (Toscana): “Va aggiornato, serve integrazione”
Piano sanitario nazionale. Monni (Toscana): “Va aggiornato, serve integrazione”

Il nuovo piano sanitario nazionale? Che sia “sempre più integrato: un’integrazione vera tra sanitario e socio-sanitario” per l’assessore al diritto alla salute e alle politiche sociali della Toscana, Monia Monni....