Infermieri e 118. Intervista a D’Autilia (Omceo Modena): “Nessun provvedimento contro i medici né contrarietà all’evoluzione delle competenze infermieristiche”

Infermieri e 118. Intervista a D’Autilia (Omceo Modena): “Nessun provvedimento contro i medici né contrarietà all’evoluzione delle competenze infermieristiche”

Infermieri e 118. Intervista a D’Autilia (Omceo Modena): “Nessun provvedimento contro i medici né contrarietà all’evoluzione delle competenze infermieristiche”
Alla vigilia della grande manifestazione promossa dall’Ipasvi in risposta alle polemiche sollevate da alcuni Ordini dei Medici dell’Emilia Romagna sulle nuove procedure per l'intervento di infermieri sulle ambulanze del 118, il presidente dell’Ordine di Modena interviene per precisare: “Analizzeremo i documenti, ma non c’è alcuna crociata contro gli infermieri. Sicuramente non da parte dell’Ordine di Modena”.

“I toni accesi di pochi medici hanno creato un attrito con gli infermieri che non ha ragione di esistere in Emilia Romagna, e tanto meno a Modena, dove la collaborazione tra medici e infermieri è sempre stata ottima e importante per garantire la migliore assistenza possibile ai cittadini”. A intervenire, alla vigilia della grande manifestazione promossa a Bologna dall’Ipasvi in risposta alle polemiche sollevate da alcuni Ordini dei Medici dell’Emilia Romagna sulle nuove procedure per l'intervento di infermieri sulle ambulanze del 118, è Nicolino D’Autilia, presidente dell'Ordine Medici di Modena, che vuole fare chiarezza sul ruolo ricoperto dall’Ordine da lui guidato nella vicenda.

D’Autilia precisa, anzitutto, che “non è avvenuta alcuna convocazione né aperto alcun provvedimento disciplinare nei confronti di alcun medico” per avere redatto i documenti incriminati che regolamentano l'intervento di infermieri sulle ambulanze del 118, attribuendo al personale infermieristico compiti di diagnosi, prescrizione e somministrazione di farmaci soggetti a controllo del medico (questa è l’ipotesi di accusa sollevata da alcuni Ordini dei Medici, quello di Bologna in primis).

“Alcun colleghi di Modena – spiega il presidente a Quotidiano Sanità – hanno chiesto di approfondire il caso. A questo scopo all’inizio dell’estate abbiamo chiesto alla Asl di acquisire i protocolli di intervento, che ci sono stati consegnati a settembre. Questi documenti sono stati portati al primo consiglio utile dell’Ordine, dove si è deciso di istituire un gruppo di lavoro composto da 5 membri del Consiglio per analizzare i protocolli e riferire sui loro contenuti nel prossimo Consiglio. Ci confronteremo e se emergeranno aree di criticità o punti che richiedono chiarezza, lo faremo emergere e ne discuteremo. Ma in un clima di assoluta serenità e collaborazione con la Asl e con le professioni sanitarie. Tutto qui. Nessuna denuncia, nessun provvedimento disciplinare, nessuna guerra agli infermieri”.

D’Autilia definisce “naturale” la “rapida e incredibile evoluzione” compiuta dalle professioni sanitarie negli ultimi 20 anni. “Tutte le professioni tendono a crescere. È una evoluzione in linea con l’innovazione tecnologica e alle scoperte scientifiche che hanno determinato la nascita di nuove specializzazioni. La nascita e l’evoluzione di figure professionali di assoluto rilievo per la maggiore tutela possibile della salute dei cittadini fa parte in maniera naturale di questo contesto”. A determinare certi cambiamenti, ricorda il presidente di Modena, c’è anche “la necessità, nell’attuale momento di crisi economica, di trovare la migliore soluzione organizzativa possibile a garantire qualità dell’assistenza e sostenibilità del sistema”. E D’Autilia non ha nulla in contrario al fatto che questa soluzione veda attribuire un ruolo importante agli infermieri. “Io sono stato, con altri colleghi, tra i fondatori dell’Assistenza domiciliare integrata a Modena, per la quale abbiamo definito in maniera molto chiara e precisa funzioni e ruoli dell’assistenza infermieristica. Il progetto ha funzionato in maniera ottimale e gli infermieri sono risorsa insostituibile dell’assistenza domiciliare”.

Come il presidente dell’Ordine dei medici di Bologna, Giancarlo Pizza, e il presidente dell’Ordine dei medici di Ravenna, Stefano Falcinelli, anche D’Autilia ritiene però fondamentale che insieme alle funzioni e ai ruoli siano “chiaramente definite anche le responsabilità, anche a livello giuridico”.

18 Novembre 2015

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