Infermieri e libera professione. Consiglio di Stato accoglie ricorso Ipasvi. “Prelievi a domicilio anche senza essere dipendenti o collaboratori di un laboratorio”

Infermieri e libera professione. Consiglio di Stato accoglie ricorso Ipasvi. “Prelievi a domicilio anche senza essere dipendenti o collaboratori di un laboratorio”

Infermieri e libera professione. Consiglio di Stato accoglie ricorso Ipasvi. “Prelievi a domicilio anche senza essere dipendenti o collaboratori di un laboratorio”
Il ricorso era stato presentato contro la Regione Lombardia, nei confronti dell'Ospedale Maggiore di Crema e la Cooperativa Sociale Igea di Crema. I giudici spiegano che  la scelta dell’Azienda ospedaliera di concludere accordi per l’effettuazione di prelievi a domicilio solo con i soggetti autorizzati ad erogare servizi di Medicina e Laboratorio “determina una immotivata discriminazione ai danni degli infermieri libero professionisti". LA SENTENZA

Il Consiglio di Stato, con una sentenza depositata il 28 giugno, accoglie il ricorso per il riconoscimento dell'attività libero professionale presentato dai Collegi Ipasvi della Lombardia contro la Regione, nei confronti dell'Ospedale Maggiore di Crema e la Cooperativa Sociale Igea di Crema. Annullata così la decisione di mantenere la riserva in capo ai laboratori delle attività di prelievo domiciliare.

Nella sentenza si legge, infatti, che la scelta dell’Azienda ospedaliera di concludere accordi per l’effettuazione di prelievi a domicilio solo con i soggetti autorizzati ad erogare servizi di Medicina e Laboratorio “determina una immotivata discriminazione ai danni degli infermieri libero professionisti, causando una irragionevole restrizione della concorrenza nel settore e limitando ingiustificatamente l’accesso al mercato di operatori pienamente legittimati dalla normativa di settore, senza che ricorra alcuna causa eccezionale che giustifichi tale restrizione”.

L’Azienda, spiegano i giudici, avrebbe potuto, tutt’al più, “imporre particolari oneri e cautele di tipo tecnico-operativo ai propri operatori-collaboratori (quali, ad es., l’uso di un particolare refrigeratore per il trasporto del sangue, oppure termini di consegna dei campioni prelevati), o indire con avviso pubblico una selezione dei contraenti, ma non escludere, in via assoluta e generalizzata la categoria degli infermieri libero professionisti dagli accordi di collaborazione”.
 

29 Giugno 2016

© Riproduzione riservata

Tecnici della Prevenzione. Commissione d’Albo di Milano: “Sicurezza precaria, è questa la soluzione?”
Tecnici della Prevenzione. Commissione d’Albo di Milano: “Sicurezza precaria, è questa la soluzione?”

“Come rappresentante della Professione di TdP per diverse province della Lombardia, non posso che manifestare la mia perplessità riguardo alla decisione, da parte di alcune ATS territoriali, di relegare competenze...

Vittime di violenza. Regione Lombardia approva esenzione ticket sanitario
Vittime di violenza. Regione Lombardia approva esenzione ticket sanitario

Regione Lombardia introduce l’esenzione regionale dalla partecipazione alla spesa sanitaria a favore delle donne residenti in Lombardia inserite in un percorso di presa in carico presso i Centri Antiviolenza. Lo...

Tumore alla prostata. Certificazione EUSP Host Center all’Urologia del S. Anna di Como
Tumore alla prostata. Certificazione EUSP Host Center all’Urologia del S. Anna di Como

La Struttura Complessa di Urologia dell’ospedale Sant’Anna, diretta dal dottor Giorgio Bozzini, ha ottenuto una nuova certificazione internazionale. Si tratta della EUSP Host Center Certification per il trattamento del cancro...

Farmacie. Il Tar Lombardia dà Regione: servizi sanitari sono legittimi
Farmacie. Il Tar Lombardia dà Regione: servizi sanitari sono legittimi

Il modello della “Farmacia dei Servizi” riceve un’importante conferma giurisdizionale. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, con la sentenza n. 4247/2025, ha respinto il ricorso presentato da alcuni laboratori e...