Istituto tumori Pascale, in tre anni diminuiscono i costi e crescono produzione e attrattività

Istituto tumori Pascale, in tre anni diminuiscono i costi e crescono produzione e attrattività

Istituto tumori Pascale, in tre anni diminuiscono i costi e crescono produzione e attrattività
Bianchi: “L’istituto  è passato da un finanziamento di 55 milioni di euro (base più funzioni per 20.7 milioni e 34 milioni di riequilibrio) a a 40,5 milioni nel 2018 (di cui circa 12 di riequilibrio) riducendo ancora di circa 2 milioni il riequilibrio nell’anno successivo. I ricoveri per i pazienti residenti extra  regione hanno raggiunto un valore di 2,4 milioni”.

Istituto tumori Pascale: attività e ricavi ai raggi X. Nell’ultimo triennio a fronte di una riduzione dei costi crescono ricoveri e prestazioni ambulatoriali sia quelli erogati a pazienti residenti in Campania sia verso malati giunti da altre zone del centro sud.


 


“L’istituto Tumori di Napoli, principale anello del Piano oncologico regionale – avverte il manager Attilio Bianchi – è passato da un finanziamento di 55 milioni di euro (base più funzioni per 20.7 milioni e 34 milioni di riequilibrio) a a 40,5 milioni nel 2018 (di cui circa 12 di riequilibrio) riducendo ancora di circa 2 milioni il riequilibrio nell’anno successivo”.
Un risanamento proseguito nel 2019 a cui è corrisposto nel triennio un netto miglioramento della produzione in termini di attività di ricovero e ambulatoriali per la popolazione residente e proveniente da fori regione.
 
Bianchi ricorda come i dati di incidenza, mortalità e sopravvivenza al cancro, forniti dai registri tumori e dall’elaborazione nazionale dei flussi dati da parte di Airtum, “sono aggiornati al 2014 mentre il Piano oncologico regionale ha mosso i primi passi nell’ultimo triennio e solo negli anni se ne vedranno i frutti mano a mano che saranno consolidati i percorsi diagnostico terapeutico assistenziali”.
 
Ma torniamo ai numeri: “In termini di ricoveri – sottolinea Bianchi – il valore della produzione del Pascale per ricoveri e attività ambulatoriali dal 2016 al 2019 è quasi raddoppiata per la popolazione residente”. Un’attrattività che diventa ancora più significativa andando a verificare i dati di produzione relativi ai residenti fuori regione. “Nel 2016 – sottolinea Bianchi – ricoveri e attività ambulatoriali erano rispettivamente fermi a quota 1,4 milioni e 367 mila euro. Nel 2017 si è arrivati a 1,9 milioni e 600 mila euro per continuare a crescere, nel 2018, arrivando a circa 2,4 milioni per i ricoveri e 939 mila per gli ambulatori. Nell’ultimo anno le attività di ambulatorio, che hanno iniziato a funzionare anche con la radioterapia di domenica, hanno superato il milione mentre i ricoveri per i pazienti residenti fori regione hanno raggiunto un valore di 2,4 milioni”.
 
Incidenza e mortalità per cancro dunque, come ridurre il gap di mortalità e sopravvivenza che sconta il Mezzogiorno d’Italia rispetto alle regioni del Centro e del Nord? La rotta è priorità quella tracciata all’istituto tumori Pascale di Napoli a conclusione del tavolo di lavoro su appropriatezza e sostenibilità delle cure oncologiche concluso ieri a Napol.
“Noi abbiamo puntato – conclude il manager del Pascale – da un lato a creare una rete oncologica omogenea in Campania capace di migliorare l’accesso alle cure in tutte le province e che da aprile coinvolgerà anche i medici di famiglia che potranno prenotare con un clic l’intervento di un gruppo oncologico multidisciplinare che standardizzerà in 7 giorni la presa in carico e in un mese gli interventi terapeutici. Dall’altro abbiamo creato una Rete interregionale di Istituti oncologici nelle regioni del Mezzogiorno, che assicurano il miglioramento della qualità delle cure e dei servizi erogati, costituendo le basi di una Fondazione permanente che lavori anche per il futuro in cui definire percorsi omogenei, una piattaforma tecnologica comune, la raccolta di dati clinici e gestionali a sostegno della ricerca. L’obiettivo è di realizzare progetti di formazione e ricerca preclinica o clinica in vari settori correlati all’oncologia e promuovere modelli organizzativi innovativi incentrati sull’etica clinica perseguendo la strada della appropriatezza ed economicità delle risorse da destinare all’innovazione a fronte di terapia innovative ma sempre più costose”.
 
Condivisione dei percorsi diagnostico terapeutici assistenziali e lo sviluppo di azioni comuni nell’ambito della ricerca sanitaria e biomedica nelle Regioni del Sud la ricetta suggerita da Bianchi per realizzare progetti estero-finanziati, a valere in particolare su Fondi comunitari, per intraprendere un percorso sinergico per l’accreditamento a Comprehensive Cancer Center per ciascuna dei centri coinvolti in Campania, Basilicata, Puglia e Calabria.
 
“La Regione Campania è uscita da poco dal Commissariamento, nuovo punto di partenza che pone come obbiettivo il perfezionamento del servizio offerto ai cittadini. Questo miglioramento dovrà sicuramente passare attraverso l’interscambio di informazioni e conoscenze che le reti regionali offrono”, ha spiegato Enrico Coscioni, Consigliere del Presidente De Luca. Con la rete interregionale AMORe, l’Irccs Pascale di Napoli si pone come porta principale per queste informazioni insieme ad alcuni dei primi Istituti del Meridione (Pascale di Napoli, Istituto Tumori Irccs “Giovanni Paolo II” di Bari e l’Irccs Crob Rionero in Vulture di Potenza con l’azienda ospedaliera di Cosenza)”. La questione centrale riguarda dunque la sostenibilità complessiva dei nostri sistemi di Welfare laddove la ricerca mette a disposizione farmaci e tecnologie sempre più innovativi ma sempre più costosi”.
 
Ettore Mautone

Ett. M.

17 Febbraio 2020

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