L’Aou San Luigi Gonzaga di Orbassano per l’integrazione tra clinica e diagnostica di laboratorio

L’Aou San Luigi Gonzaga di Orbassano per l’integrazione tra clinica e diagnostica di laboratorio

L’Aou San Luigi Gonzaga di Orbassano per l’integrazione tra clinica e diagnostica di laboratorio
Presso l’ospedale universitario alle porte di Torino sono presenti specifici Centri di Riferimento, che si occupano anche di patologie specifiche come  la microcitemia, la sclerosi multipla, la fibrosi cistica. Il Dg Ripa: “Fondamentale sviluppare modelli interni di integrazione per assicurare la migliore risposta spazio-temporale nel conteso locale per i pazienti che afferiscono ai diversi Centri di Riferimento”.

“I percorsi diagnostici terapeutici ed assistenziali sono di fatto contestualizzazioni delle indicazioni delle linee guida di riferimento nella realtà locale e permettono di supportare il miglioramento dei processi nell’ambito della gestione di specifiche patologie. Peraltro il successo di un percorso si realizza se l’organizzazione lavora in forma coordinata tra le diverse componenti e mette in atto una risposta coordinata per il paziente e il suo bisogno di salute. Presso l’AOU San Luigi di Orbassano sono presenti specifici Centri di Riferimento, che si occupano anche di patologie specifiche come  la microcitemia, la sclerosi multipla, la fibrosi cistica”. Ad evidenziarlo, in una nota, è la stessa Azienda.

“Le recenti indicazioni regionali sulla riorganizzazione e razionalizzazione della rete dei Laboratori Analisi e sulla concentrazione della diagnostica specialistica – si spiega ancora nella nota -, per quanto concerne il San Luigi, in ragione della presenza di attività e Centri di Riferimento clinici di rilevanza regionale, hanno ritenuto giustificata la persistenza di una attività diagnostica specialistica in ambito Ematologico, Oncoematologico, Neuroimmunologico, per i pazienti afferenti a tali Centri di riferimento”.

“In tale contesto – spiega il Direttore generale Franco Ripa – diventa fondamentale per l’Azienda per sviluppare modelli interni di integrazione tra la componente  clinica e la componente diagnostica, al fine di assicurare  la migliore risposta spazio-temporale nel conteso locale per i pazienti che afferiscono ai diversi Centri di Riferimento”.

Nella logica dei “percorsi”, precisa la nota, “sono assicurate le attività necessarie per effettuare presso il laboratorio analisi la diagnostica per i talassemici e per le malattie dovute alle nuove varianti emoglobiniche. In questo modo si realizza un congruo supporto del Centro Regionale di Riferimento per le Microcitemie, con un percorso coerente clinico e diagnostico per i pazienti affetti da queste malattie in continuo aumento, per un bacino di popolazione molto ampio”.

“Altro aspetto da rimarcare è che al San Luigi viene effettuata la diagnostica per le malattie tumorali del sangue come le leucemie e i linfomi, realizzando una risposta completa per i pazienti che trovano presso l’Azienda un Centro Trapianti di cellule staminali accreditato JACIE. Si armonizza così il percorso diagnostico basato sulle più moderne tecnologie in citometria a flusso, biologia molecolare, citogenetica, morfologica, immunoistochimica anche al fine di realizzare un miglior utilizzo delle risorse disponibili. Altresì sono eseguiti esami diagnostici e per il controllo della risposta a molti farmaci innovativi per la sclerosi multipla e per altre importanti malattie neurodegenerative, offrendo un servizio fondamentale per tutti i pazienti che afferiscono al Centro di Riferimento regionale”, evidenzia la nota dell’Azienda. Che riferisce come “intanto proseguono i lavori relativi alla nuova Palazzina destinata da ospitare il laboratorio e la farmacia, sviluppati secondo i criteri strutturali e funzionali della più moderna e tecnologicamente avanzata architettura sanitaria, con operatività prevista  entro settembre 2017”.

In sintesi, conclude la nota, “il modello dei percorsi è un utile strumento per analizzare la risposta di una Azienda Sanitaria a specifici problemi di salute e per sviluppare azioni di miglioramento coerenti a partire dalle principali criticità; in tal senso richiede una forte integrazione tra le diverse strutture operative dell’Ospedale, ma anche tra le funzioni cliniche e gestionali, dalla presa in carico del paziente al momento della soluzione del problema di salute. Di fatto tale impostazione, oltre ad organizzare una risposta competa ed esaustiva per il paziente, permette anche di controllare in modo più efficace l’appropriatezza soprattutto in ambiti di grande specializzazione clinica e diagnostica”.

28 Luglio 2016

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