Lazio. Ausili (Cisl) a Zingaretti: “Uscire dall’emergenza e approvare nuova riforma”

Lazio. Ausili (Cisl) a Zingaretti: “Uscire dall’emergenza e approvare nuova riforma”

Lazio. Ausili (Cisl) a Zingaretti: “Uscire dall’emergenza e approvare nuova riforma”
Dal palco dell’XI Congresso della Cisl Lazio, il segretario lancia le sue proposte per uscire dall'emergenza. “Auspicabile prevedere la riduzione del numero delle Asl e la revisione degli ambiti delle macro aree,  la separazione delle funzioni tra Asl ed Ospedali, la creazione di un organismo autonomo per l’accreditamento e la valutazione delle performance”.

“Vogliamo Sfidare il Presidente Zingaretti ad uscire dall’emergenza e ad approvare una nuova ‘Riforma del sistema sanitario regionale’. Ha detto Tommaso Ausili nella relazione di apertura dell’XI congresso della CISL del Lazio.  

“Noi crediamo – ha specificato – che sia auspicabile prevedere la riorganizzazione delle ASL (riducendone il numero) e la revisione degli ambiti delle macro aree,  la separazione delle funzioni tra ASL ed Ospedali, la creazione di un organismo terzo ed autonomo per l’accreditamento e la valutazione delle performance, a cui affidare la valutazione e la verifica dei requisiti organizzativi e gestionali, la verifica e la valutazione delle performance di tutte le strutture, sia pubbliche che private, che erogano prestazioni per conto del SSR, l’inserimento nel CUP regionale di tutte le strutture accreditate e classificate per ridurre le liste di attesa”.

In questo senso per Ausili “la legge c’è (Legge regionale n.6 del 2011), ma fino ad oggi sono mancate la volontà politica e il coraggio. Crediamo che sia necessario il potenziamento dell’assistenza domiciliare, con trasferimento di risorse dalla spesa ospedaliera a quella territoriale. Siamo fortemente preoccupati per il blocco del turn over che pende come una spada di damocle sulla sanità del Lazio e che rischia di allontanare circa 3.000 precari da servizi essenziali quali quelli dell’emergenza, delle sale operatorie, etc. Inoltre, si rischia la cassa integrazione per 2500 lavoratori di alcune strutture sanitarie accreditate e religiose colpite da una crisi finanziaria senza precedenti, causata in parte dai tagli, ma soprattutto da cattiva gestione e malaffare. A questi lavoratori si devono aggiungere le altre migliaia che da mesi non percepiscono lo stipendio”.

17 Aprile 2013

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