Lazio. Bambino Gesù, nasce il primo polo italiano di neuroscienze pediatriche

Lazio. Bambino Gesù, nasce il primo polo italiano di neuroscienze pediatriche

Lazio. Bambino Gesù, nasce il primo polo italiano di neuroscienze pediatriche
Il nuovo Dipartimento è in grado di affrontare a 360° tutte le patologie neurologiche del bambino, dalla ricerca genetica alla neurochirurgia, dalla neuro-imaging avanzata alla neuroriabilitazione robotica, dal supporto psicologico e alle terapie innovative contro l’epilessia all’emergenza psichiatrica

Una struttura interamente dedicata alle patologie neurologiche del bambino. Nasce ufficialmente all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù il primo Dipartimento italiano dedicato a tutti gli ambiti delle neuroscienze: dalla ricerca genetica alla neurochirurgia, dalla neuro-imaging avanzata alla neuroriabilitazione robotica, dal supporto psicologico sin dall’età neonatale alle ultime frontiere di cura, dalle terapie innovative contro l’epilessia all’emergenza psichiatrica.
 
Il Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione riunisce un’ampia porzione delle eccellenze espresse dal Bambino Gesù a livello internazionale sul fronte della ricerca e della cura di bambini e ragazzi, a partire dallo sviluppo di sistemi robotici per la riabilitazione delle disabilità motorie dei piccoli con lesioni neurologiche.
 
“Al Bambino Gesù – ha detto Federico Vigevano, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione – esiste una struttura dipartimentale in cui le varie Unità non lavorano a compartimenti stagni, ma, con una organizzazione di tipo orizzontale, ciascuna fa da supporto all’altra in modo da evitare migrazioni dei piccoli pazienti nelle varie sedi. Prototipo di questa concezione è il reparto di Neurologia e Neurochirurgia unito in un unico ambiente che oggi festeggia un anno di vita. Sono state così gettate le basi per un lavoro di eccellenza con alte tecnologie senza però dimenticare elementi fondamentali quali il supporto psicologico ai bambini e ai genitori e gli approcci ai pazienti con disabilità in modo completo e non settoriale”.
 
Primo ed unico Ospedale al mondo ad utilizzare l’esoscheletro pediatrico (leggero apparecchio di supporto completo al movimento caratterizzato da motori alle giunture, batterie ricaricabili, un insieme di sensori e di un sistema di controllo computerizzato che viene “indossato” dai piccoli pazienti per un progressivo recupero della funzionalità degli arti), al Bambino Gesù è stato sviluppato e messo a punto un nuovo prototipo di robot che consente ai bambini con lesioni cerebrali di riappropriarsi della possibilità di camminare.
 
Non solo neuroriabilitazione. Anche sul fronte della chirurgia di ultima generazione il Bambino Gesù – Centro di riferimento nazionale per la diagnosi e la cura delle epilessie e delle più complesse distonie dell’età pediatrica – è l’unico ospedale italiano (e uno dei pochi al mondo) a disporre, oltre che dell’expertise, di tecnologie robotizzate ad altissima precisione (neuronavigatore) di supporto agli interventi per il trattamento dei casi che necessitano di questa soluzione terapeutica, sviluppando trattamenti neurochirurgici innovativi per la cura di pazienti adeguatamente selezionati.
 
È il caso della stimolazione cerebrale profonda che consente ai piccoli pazienti con distonia (raro disturbo motorio caratterizzato dalla comparsa di movimenti involontari e incontrollati dovuti alla contrazione di muscoli che – in condizioni di normalità – non avviene contemporaneamente) un significativo miglioramento del disturbo sia nell’immediato che a lungo termine, ovvero di tornare a camminare senza difficoltà, liberandosi dei supporti, e a compiere gesti quotidiani, anche i più semplici, con naturalezza.
 
Ma la neurostimolazione gioca un ruolo di primo piano non solo nella cura della distonia e delle epilessie: gli studi sperimentali sulla neuroriabilitazione cognitiva condotti al Bambino Gesù stanno evidenziando l’effetto risolutivo di tecniche di stimolazione cerebrale non invasive nel trattamento di diversi disturbi psichiatrici e dello sviluppo come, ad esempio, la dislessia.

17 Dicembre 2012

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