Lazio. D’Amato: “Rapporto Bankitalia certifica miglioramento conti Ssr”

Lazio. D’Amato: “Rapporto Bankitalia certifica miglioramento conti Ssr”

Lazio. D’Amato: “Rapporto Bankitalia certifica miglioramento conti Ssr”
Disavanzo per il 2017 stimato in circa 100 milioni e per il 2018 un risultato economico positivo pari a 18,3 milioni. Mgliorata anche la qualità dei servizi: il Lazio guadagna 176 punti nel 2015 sulla griglia dei Lea contro i 114 del 2009; l’assistenza ospedaliera e quella collettiva hanno ricevuto una valutazione superiore alla media delle Regioni a statuto ordinario; l’assistenza distrettuale pur risultando inferiore alla media è in miglioramento. IL RAPPORTO

“Durante la presentazione questo pomeriggio del Rapporto sull’Economia del Lazio di Banca d’Italia sulla congiuntura e la struttura economia regionale è emerso come elemento positivo la gestione della spesa sanitaria connotata da una riduzione del disavanzo e da un aumento dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) sia per quanto riguarda l’assistenza collettiva, che per quella distrettuale e ospedaliera”. È quanto rileva la Regione Lazio con una nota diffusa a seguito della presentazione del rapporto.

“Anche una fonte attendibile come Banca d’Italia – commenta l’Assessore alla Sanità e l’Integrazione Socio-sanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato al termine della presentazione – certifica i miglioramenti dei conti del sistema sanitario regionale. Un sistema sanitario in equilibrio rappresenta un volano importante per l’intera economia regionale”.

Nel Rapporto della Banca d’Italia si spiega come nel periodo 2007-2016 il disavanzo sia progressivamente diminuito, passando da 1,3 miliardi nel 2007 a 137 milioni nel 2016, pari all’1,3 per cento del Fondo Sanitario Regionale, “ampiamente sotto la soglia del 5 per cento oltre la quale vige l’obbligo di predisporre un PdR”.

La Regione stima per il 2017 un disavanzo di circa 100 milioni e per il 2018 un risultato economico positivo, pari a 18,3 milioni.

“La riduzione del disavanzo – illustra ancora il rapporto – è avvenuta a partire dal primo Programmi Operativi, anche attraverso il contenimento della dinamica dei costi. Nel periodo 2010-16 i costi della gestione diretta si sono infatti ridotti mediamente dello 0,3 per cento all’anno, quelli della gestione indiretta, relativi agli enti convenzionati e accreditati, dello 0,5 per cento. Sulla dinamica dei costi della gestione diretta hanno inciso la riduzione del costo del personale (-2,1 per cento all’anno), per effetto del blocco del turnover (imposto alle Regioni in PdR) e di quello dei contratti collettivi di lavoro (disposto dalla disciplina nazionale), il contenimento della spesa per acquisto di beni diversi da quelli farmaceutici (-1,3 per cento all’anno) e, in linea con l’insieme delle altre RSO, l’aumento della spesa farmaceutica diretta (cresciuta del 5,4 per cento), anche per il maggiore ricorso a forme di distribuzione diretta dei farmaci (una forma di distribuzione meno costosa per l’ente pubblico). L’aumento della spesa farmaceutica diretta è stato in parte bilanciato dalla riduzione di quella indiretta (-4,2 per cento), che rientra tra i costi degli Enti convenzionati e accreditati”.

Le principali misure adottate per controllare la dinamica della spesa per beni diversi dalla farmaceutica sono state: l’attivazione di procedure di gara centralizzate, il ricorso al mercato elettronico della Pubblica Amministrazione (MePa), l’informatizzazione del sistema dei pagamenti della Regione per il monitoraggio, la dematerializzazione e la riduzione dei tempi di pagamento delle fatture passive delle ASL.

La riorganizzazione dell’offerta assistenziale, finalizzata a incrementare l’efficienza della gestione, è stata realizzata principalmente attraverso l’accentramento di alcune funzioni amministrative e di supporto, la ridefinizione dei rapporti con gli erogatori di servizi sanitari privati, la fusione di ASL e la riconversione degli ospedali di piccola dimensione in case della salute.

Nel rapporto si evidenzia come tutto questo sia avvenuto, peraltro, con un miglioramento della qualità dei servizi: “Nel Lazio la valutazione complessiva dei LEA è passata da un valore di 114 nel 2009, al di sotto della soglia di adempienza (160), a un punteggio di 176 nel 2015, ultimo anno per il quale è stata conclusa la valutazione da parte del Comitato di verifica dei LEA e del Tavolo di verifica per gli adempimenti del PdR. Nel 2015 l’assistenza ospedaliera e quella collettiva hanno ricevuto una valutazione superiore alla media delle Regioni a statuto ordinario; mentre l’assistenza distrettuale pur risultando inferiore alla media è risultata in miglioramento. base a dati ancora provvisori la Regione è stata valutata adempiente anche nel 2016”.

19 Giugno 2018

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