Lazio. Da Regione ok ad accreditamento per 280 posti per il ricovero assistenziale

Lazio. Da Regione ok ad accreditamento per 280 posti per il ricovero assistenziale

Lazio. Da Regione ok ad accreditamento per 280 posti per il ricovero assistenziale
Un provvedimento che mette fine a uno stato di provvisorietà amministrativa che durava da anni per cinque strutture, tutte nella provincia di Roma: quattro nell’area dei Castelli romani e una nella zona di Subiaco. In totale si tratta di 270 posti di assistenza residenziale e di 10 in semiresidenziale.

Accreditamento definitivo per 280 posti di Ricovero assistenziale. C’è la firma del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Una misura che riguarda cinque strutture, tutte nella provincia di Roma: quattro nell’area dei Castelli romani e una nella zona di Subiaco. 

Nel comprensorio castellano si trovano la  Rsa IL TETTO con 40 posti assistenza residenziale a Marino, la Rsa FONDAZIONE TURATI con 60 posti residenziali a Zagarolo,  IL PIGNETO con 40 posti  residenziali, a Velletri, e  la SACRO CUORE 40 con posti a Lanuvio.  La Rsa  ICILIO GIORGIO MANCINI è quella più grande: ha 90 posti Assistenza residenziale di "Mantenimento A", più 10 posti semiresidenziali, e si trova in località Altipiani di Arcinazzo, nell’area del Sublacense. 

In totale si tratta di 270 posti di assistenza residenziale e di 10 in semiresidenziale. 

Insieme a questi decreti Zingaretti ne ha firmati altri 16 relativi a strutture ambulatoriali ed importanti cliniche attive sul territorio, come la casa di Cura S. Anna di Pomezia che ha oltre 100 posti letto. 

Dal giorno della sua nomina a Commissario per la sanità, il presidente Zingaretti ha firmato 164 decreti. Di questi 113  riguardano gli accreditamenti definitivi, quindi circa il 70%. 

“Inizia il percorso di messa in sicurezza e costruzione della sanità del territorio. Sul versante della residenze per anziani non autosufficienti – ha spiegato Zingaretti – abbiamo molto da fare. In base ai dati, e considerando anche le riconversioni in corso, mancano ancora circa 3000 posti. La carenza di questo tipo di strutture impatta con i bisogni degli anziani e di quelle famiglie che non possono e non riescono con i ritmi di vita attuali, a gestire un genitore non autosufficiente e in condizioni di estrema fragilità. In questo settore si è perso troppo tempo ed occorre recuperare in fretta”.

25 Giugno 2013

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