Lazio. Idi Sanità. Ugl: “Senza dati certi, no a riorganizzazione personale”

Lazio. Idi Sanità. Ugl: “Senza dati certi, no a riorganizzazione personale”

Lazio. Idi Sanità. Ugl: “Senza dati certi, no a riorganizzazione personale”
“Fino a quando non ci verranno forniti dati trasparenti e certificabili sulle risorse finanziarie a disposizione e una rendicontazione precisa dei costi e degli utili, non accetteremo nessun progetto di riorganizzazione del personale”. Lo sostiene l’Ugl al termine dell’incontro con l’amministrazione e la proprietà delle strutture Idi, San Carlo di Nancy e Villa Paola.

“Oggi – spiegano segretario dell’Ugl Sanità Roma e Lazio, Antonio Cuozzo, e il coordinatore dell’Ugl Sanità Roma Nord, Antonino Gentile – ci è stato detto che i flussi economici dovranno essere gestiti secondo le rimesse del piano di riorganizzazione della Regione Lazio, che però non è stato ancora stilato; che per rimanere nel range delle rimesse regionali il costo del personale, definito ‘esorbitante’ a causa dei superminimi e degli assegni ad personam, deve subire dei tagli, ma le cifre effettive di tali oneri ancora non si conoscono, così come non sappiamo in che modo si intenda porre rimedio alle qualifiche improprie, non validate da procedure di selezione interna; che occorre accelerare il processo di riorganizzazione, intervenendo con tagli al personale, riduzioni degli stipendi, attivazione di cig per 70 unità, ma del piano industriale da condividere con il sindacato non c’è nemmeno l’ombra. Ci viene richiesta massima collaborazione, ma in cambio non ci vengono fornite informazioni indispensabili per approntare una qualsiasi valutazione: avviare una trattativa in questo modo è più che problematico”.

“Se finalmente l’amministrazione si decidesse ad eliminare sprechi e privilegi, si potrebbe valutare l’opportunità di proseguire le attività con le rimesse regionali, senza dover intervenire sui livelli occupazionali. Ma occorre intervenire subito, – concludono i sindacalisti – perché i lavoratori sono ormai con l’acqua alla gola, visto che stanno lavorando da mesi senza percepire lo stipendio, e le strutture devono essere rilanciate per offrire prospettive più serene sia ai dipendenti sia ai pazienti”.

28 Gennaio 2013

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