Lazio. Regione: “Avviato percorso per ripresa attività Israelitico”

Lazio. Regione: “Avviato percorso per ripresa attività Israelitico”

Lazio. Regione: “Avviato percorso per ripresa attività Israelitico”
Avviate le procedure per lo sblocco, seppur parziale, delle attività degli ambulatori collegati all’Ospedale Israelitico. Prevista in tempi brevi l'autorizzazione ad esercitare l'attività sanitaria per l'ospedale e l'ambulatorio di via Veronese. Queste le decisioni comunicate oggi dalla Regione a seguito di un ciclo di riunioni tecniche.

“Avviate le procedure per lo sblocco, seppur parziale, delle attività degli ambulatori collegati all’Ospedale Israelitico. Oggi al termine di un ciclo di riunioni tecniche che si sono tenute in Regione finalizzate alla verifica dei requisiti alterati, è stato deciso che per quanto riguarda l’Ospedale e l’ambulatorio di via Veronese 59 si provvederà in tempi brevi, dopo la presentazione dei documenti richiesti dai verbali, al rilascio del provvedimento di autorizzazione ad esercitare l’attività sanitaria". Lo comunica in una nota la Regione Lazio.
 
"Per quanto riguarda la struttura ospedaliera dell’Isola Tiberina invece questa potrà riprendere l’attività, sempre in regime di autorizzazione a far data dalla presentazione delle dichiarazioni di ottemperanza ai termini della diffida. Ricordiamo che in seguito all’inchiesta della Magistratura ad oggi sono in atto misure di custodia cautelare per tutti gli ex vertici dell’ospedale, 14 tra amministrativi e personale sanitario.I reati contestati sono gravissimi e riguardano un’ipotesi accusatoria di “pianificata contraffazione” della documentazione sanitaria e delle richieste di remunerazione al Servizio sanitario regionale tali da fra parlare gli inquirenti di “contraffazione seriale” delle cartelle cliniche", prosegue la Regione.
 
"In questa vicenda la Regione Lazio, che si è costituita parte civile, ha sempre lavorato per coniugare ripristino della legalità e difesa dei livelli occupazionali. Per questo – conclude la nota – ha sostenuto l’impegno dell’Anac e del Prefetto di Roma che per la prima volta in Italia hanno applicato ad una struttura sanitaria privata le disposizioni della legge anticorruzione”.

23 Dicembre 2015

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