Lazio. Zingaretti illustra le tre alternative all’ospedale: domicilio, centro nacscite o casa maternità. Ecco le regole da seguire

Lazio. Zingaretti illustra le tre alternative all’ospedale: domicilio, centro nacscite o casa maternità. Ecco le regole da seguire

Lazio. Zingaretti illustra le tre alternative all’ospedale: domicilio, centro nacscite o casa maternità. Ecco le regole da seguire
Arrivano nuove regole per chi non volesse dare alla luce il proprio bambino in ospedale. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, sul suo blog, descrive tutte le alternative. L’obiettivo è quello di promuovere ulteriormente una serie di percorsi che favoriscano una libera e consapevole scelta delle diverse modalità di assistenza. L'offerta è indirizzata a donne con gravidanza a basso rischio. IL DECRETO.

La regione Lazio presenta le alternative al parto in ospedale. E lo fa direttamente il presidente della Regione Nicola Zingaretti che oggi sul suo blog ha pubblicato un lungo post con tutte le alternative e le regole da seguire per chi non vuole partorire in ospedale. Non solo a csa, ma anche nei centri nascita o nelle case della maternità, con l’assistenza delle ostetriche.
 
Sono tutti luoghi alternativi all’ospedale, che Zingaretti assicura essere "ugualmente sicuri grazie alle nuove regole introdotte dalla Giunta". “L’obiettivo – si legge sul blog del governatore del Lazio – è quello di promuovere ulteriormente una serie di percorsi che favoriscano una libera e consapevole scelta delle diverse modalità di assistenza. L’offerta è indirizzata a donne con gravidanza a basso rischio”.

Ecco, nel dettaglio, le tre alternative proposte. Innanzitutto il parto a domicilio. Chi sceglie la propria casa come luogo del lieto evento deve farlo preferibilmente entro le prime 32 settimane di età gestazionale. Presa la decisione ci sarà un primo incontro con l’ostetrica che avrà lo scopo di informare la partoriente sul tipo di assistenza che può essere offerta a domicilio. Allo stesso tempo, l’ostetrica verificherà se l’abitazione dove la donna intende programmare il parto sia idonea, sia dal punto di vista delle condizioni igienico-ambientali che per la distanza da un presidio ospedaliero adeguato che non dev’essere distante più di 30 minuti. Il travaglio e il parto a domicilio devono essere seguiti da due ostetriche regolarmente iscritte all’Albo.
 
Una seconda scelta possibile, alternativa all’ospedale, è il Centro Nascita. Si tratta di una struttura ospedaliera con o senza Unità Operativa perinatale, la cui direzione e gestione è affidata alle ostetriche.
 
Ultima opzione proposta è la Casa maternità, una struttura che può essere diretta dall’Azienda Sanitaria Locale o privata. Può trovarsi anche all’interno delle Case della salute. I criteri di valutazione sulla possibilità per una donna di partorire in un luogo simile sono gli stessi utilizzati per il parto a domicilio.

28 Dicembre 2016

© Riproduzione riservata

Contratti. Regioni: approvate linee guida per il personale del Ssn e degli Enti locali 
Contratti. Regioni: approvate linee guida per il personale del Ssn e degli Enti locali 

In un unico documento la Conferenza delle Regioni mette nero su bianco una serie di proposte riguardanti il personale del comparto e della dirigenza del Servizio Sanitario Nazionale e delle...

Malattie autoimmuni dell’età pediatrica. Su Nature Medicine lo studio che dimostra l’efficacia delle cellule car-t
Malattie autoimmuni dell’età pediatrica. Su Nature Medicine lo studio che dimostra l’efficacia delle cellule car-t

Otto pazienti pediatrici affetti da gravi malattie autoimmuni refrattarie ai trattamenti convenzionali hanno potuto interrompere completamente le terapie immunosoppressive. Sette di loro sono oggi in remissione clinica, mentre l’ottavo, affetto...

Giovani e digitale. Indagine Asl Viterbo: “Uso eccessivo e notturno per 47% studenti delle medie e 64% delle superiori”
Giovani e digitale. Indagine Asl Viterbo: “Uso eccessivo e notturno per 47% studenti delle medie e 64% delle superiori”

Quello dei giovani è “un quadro complesso, fatto di bisogni da intercettare ma anche di tante risorse su cui possiamo costruire percorsi di crescita, prevenzione e benessere insieme a scuola,...

Infermiere di Famiglia e Comunità. Nel Lazio parte il primo Programma Formativo Regionale
Infermiere di Famiglia e Comunità. Nel Lazio parte il primo Programma Formativo Regionale

Nei giorni scorsi, presso l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS, è stato avviato il primo Programma Formativo Regionale per Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC). Si tratta...