Lazio. Zingaretti: “Uscire dal piano di rientro è possibile”

Lazio. Zingaretti: “Uscire dal piano di rientro è possibile”

Lazio. Zingaretti: “Uscire dal piano di rientro è possibile”
“Abbiamo messo in sicurezza il sistema sanitario, grazie allo sblocco di 540 mln di euro del piano di rientro e 780 milioni per pagare i fornitori”. Così il presidente del Lazio ricordando che in tre mesi sono stati firmati 187 decreti, di cui 132 per l’accreditamento istituzionale definitivo.

“Uscire da sei anni di Piano di rientro è possibile, anzi lo riteniamo a portata di mano ma per farlo occorre l’impegno di una intera comunità”.
È quanto ha dichiarato il Nicola Zingaretti elencando le azioni messe in atto dalla Regione “decisioni fondamentali, che ci hanno permesso di eliminare gli sprechi e liberare risorse indispensabili alle cure”.

In questi tre mesi, ha ricordato “è stato messo in sicurezza il sistema sanitario del Lazio, grazie allo sblocco di 540 milioni di euro del piano di rientro e 780 milioni destinati a pagare i fornitori”. Inoltre grazie alla Cabina di regia costituita ad hoc per affrontare i tanti problemi e le questioni irrisolte della sanità, è stata data una forte accelerazione allo sblocco delle richieste degli accreditamenti. Sono 187 i decreti firmati, 132 di questi hanno avuto come oggetto l’accreditamento istituzionale definitivo. 540 milioni di euro del piano di rientro sbloccati. 780 milioni destinati a pagare i fornitori. La Regione Lazio ha messo in sicurezza il sistema sanitario.

Sono state sbloccate le richieste per 416 posti nelle Residenze socio assistenziali del Lazio. Un segnale importante perché queste strutture sono parte essenziale della nuova sanità territoriale e mancano ancora circa 3mila posti.

Poi la stipula di un accordo con l’Inail per la riconversione del Cto, storico ospedale della Garbatella che tornerà ad essere punto di riferimento regionale e per tutto il centro sud, per traumatologia, riabilitazione e produzione protesi. Da ospedale simbolo delle tante strutture in abbandono è diventato l’esempio di come si può riconvertire un nosocomio.

Fondamentale è stato il bando per la selezione dei nuovi Direttori generali, che ha certificato la volontà di creare una barriera alle ingerenze della politica nella scelta dei manager. Per la prima volta la commissione che esaminerà i curricula degli aspiranti Dg sarà interamente composta da esperti indicati dall’Agenas. Le domande potranno essere presentate fino al prossimo 4 luglio, solo in modalità on line.

Dopo tre anni di attesa è stato firmato il decreto che impone ai Direttori generali di sincronizzare la ‘carta d’identità’ di ogni singola azienda con la realtà. In pratica organizzazione dell’azienda, numero di dirigenti amministrativi e primari sono rimasti invariati (in alcuni casi dal 2004), mentre sono spariti più di 5mila posti letto. Con la carta d’identità si faranno le dovute proporzioni, tenendo conto delle esigenze dei pazienti prima di tutto.

Un passo importante è stato compiuto anche per la fecondazione assistita: la Regione ha posto fine al caos normativo in cui hanno operato fino ad oggi i centri per la procreazione medicalmente assistita.

Approvato anche il progetto per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. I pazienti del Lazio ospitati in strutture fuori dal territorio della regione sono 132. In base al nuovo piano saranno realizzate cinque residenze, a diversa intensità di cura, una delle quali dedicata esclusivamente alle donne.

Prorogati i contratti a circa 2800 lavoratori precari che prestano servizio, anche da anni, nel servizio sanitario regionale. La Regione ha posto il tema della loro stabilizzazione presso il Tavolo tecnico interministeriale per il piano di rientro.

28 Giugno 2013

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