Letture ad alta voce nel reparto di psichiatria di Vercelli: il racconto che cura

Letture ad alta voce nel reparto di psichiatria di Vercelli: il racconto che cura

Letture ad alta voce nel reparto di psichiatria di Vercelli: il racconto che cura
Da Sepulveda a Jean Giono, più autori e più storie da ascoltare per stimolare la fantasia, i ricordi, l’attenzione e per mettere ordine. Un’ora a settimana, ogni lunedì dalle 15:30 alle 16:30 vengono letti ad alta voce racconti ai pazienti ricoverati ai quali segue uno spazio di confronto e di riflessione.

Raccontare per raccontarsi, ma senza parlare di malattia.
È questo l’obiettivo del nuovo progetto di medicina narrativa partito all’interno della Struttura Psichiatrica di Diagnosi e Cura (Spdc) dell’Asl di Vercelli diretta da Silvia Ferraris.
Già avviato da alcuni mesi, il progetto prevede la lettura ad alta voce di racconti ai pazienti ricoverati: un’ora a settimana, ogni lunedì dalle 15:30 alle 16:30.
 
Roberta Ramazzinaè l’educatrice che coinvolge i pazienti nella “lettura in cerchio” e l’adesione è libera. Dopo circa 40 minuti di ascolto vi è uno spazio di confronto e di riflessione. Da Sepulveda a Jean Giono, più autori e più storie da ascoltare per stimolare la fantasia, i ricordi, l’attenzione e per mettere ordine. Dalla natura all’amicizia i temi che emergono possono essere diversi; si parte, infatti, dal presupposto che il testo letterario, proprio perché polisemantico, tenga insieme nello stesso momento più significati, ma senza che nessuno di essi prevalga.
 
Dopo l’avvio dell’arteterapia nei mesi scorsi, questa iniziativa è un ulteriore tassello nel processo avviato dall’Spdc di Vercelliper mettere in luce quel lato del percorso di cura e di trattamento del paziente psichiatrico nella sua fase di acuzie che spesso è poco conosciuto, ma che viene attuato e sviluppato ogni giorno attraverso l’utilizzo di più strumenti. La lettura è uno di essi ed è un’esperienza che nelle strutture territoriali della SC Psichiatria di Vercelli, come ad esempio nei centri diurni, è già consolidata da oltre 15 anni.
 
La lettura, in generale, fa bene perché “impegna” la mente,dal momento che nei pazienti affetti da un disagio psichico può essere presente anche una compromissione delle funzioni cognitive. Inoltre la rielaborazione dell’identificazione nei personaggi narrati permette di acquisire auto-consapevolezza.
 
Adesso la sfida è quella di poter alimentare i percorsi di cura e riabilitazione con sempre maggiori stimoligrazie a tutte le prospettive e alle suggestioni che la lettura ad alta voce porta con sé.

 

16 Dicembre 2019

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