Liste d’attesa e ricette manipolate all’Ulss 3. Coletto: “Ruzzante non si sostituisca alla magistratura”

Liste d’attesa e ricette manipolate all’Ulss 3. Coletto: “Ruzzante non si sostituisca alla magistratura”

Liste d’attesa e ricette manipolate all’Ulss 3. Coletto: “Ruzzante non si sostituisca alla magistratura”
Il Consigliere di Leu chiedeva le dimissioni o la rimozione del Dg Dal Ben per la vicenda che avrebbe visto la manipolazione del codice di priorità indicato dal medico di base su oltre 44.000 ricette. Ma per l’assessore “chiedere le dimissioni di chi ha agito con attenzione e trasparenza, segnalando essa stessa alla Magistratura la situazione emersa e da verificare, è una barzelletta”.

“Ruzzante e i suoi politicamente simili hanno una singolare abitudine: ovunque ci sia un presunto caso, di qualsiasi genere, loro chiedono le dimissioni di qualcuno. A prescindere. Modalità molto triste di esercitare il pur sacrosanto diritto di critica e il ruolo di opposizione”. Con queste parole l’Assessore regionale alla sanità Luca Coletto risponde alle polemiche legate alla vicenda della gestione delle liste d’attesa nell’Ulss 3 Serenissima, nell’ambito delle quali il Consigliere regionale di Leu Piero Ruzzante ha chiesto le sue dimissioni e l’allontanamento del Dg Giuseppe Dal Ben.

“Per quanto mi riguarda – prosegue Coletto – ci rido sopra, perché chiedere le dimissioni di chi, la Regione, ha agito con attenzione e trasparenza, segnalando essa stessa alla Magistratura la situazione emersa e da verificare, è la negazione del buon senso e della razionalità molto simile a una barzelletta”.

“Ciò che è serio, e preoccupante – conclude Coletto – è che, come spesso purtroppo accade, ci siano politici, e mass media che li seguono, abituati a sostituirsi alla magistratura e a emettere sentenze sommarie a prescindere dal lavoro di chi è deputato a indagare ed eventualmente a rinviare a giudizio e processare. Si chiama Magistratura, alla quale ci siamo immediatamente rivolti con trasparenza e sulla quale ho fiducia totale. Lasciamo lavorare gli inquirenti e, quando avranno concluso il loro lavoro, se ne potrà parlare con cognizione di causa”.
 

24 Ottobre 2018

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