Liste d’attesa “privatizzate”. Indagine della GdF. Bufera sull’Oculistica della Aou “Dulbecco”di Catanzaro. 12 gli indagati, ai domiciliari un medico

Liste d’attesa “privatizzate”. Indagine della GdF. Bufera sull’Oculistica della Aou “Dulbecco”di Catanzaro. 12 gli indagati, ai domiciliari un medico

Liste d’attesa “privatizzate”. Indagine della GdF. Bufera sull’Oculistica della Aou “Dulbecco”di Catanzaro. 12 gli indagati, ai domiciliari un medico
La gestione “privatistica” delle liste di attesa sarebbe stata attuata da alcuni medici in servizio nel reparto di oculistica della struttura di Catanzaro che effettuavano interventi chirurgici su pazienti visitati, a pagamento, durante lo svolgimento di attività extra-istituzionale privata, garantendo un trattamento “privilegiato” rispetto ai pazienti ambulatoriali che avevano osservato le disposizioni per l’accesso alla prestazioni sanitarie pubbliche

Un vero e proprio sistema parallelo, che trasformava le liste d’attesa pubbliche in un canale privilegiato per chi pagava privatamente.

Questa l’accusa mossa dalla Guardia di Finanza di Catanzaro nei confronti di alcuni medici dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco”.

Due persone sono finite agli arresti domiciliari, su disposizione del Gip del Tribunale di Catanzaro e su richiesta della Procura, con accuse pesanti: associazione a delinquere, peculato, concussione, truffa aggravata, interruzione di pubblico servizio. Per uno di loro si aggiungono anche falsità ideologica e autoriciclaggio. Altri cinque indagati sono stati colpiti da un sequestro preventivo di beni e denaro per un valore di quasi un milione di euro (984.762,23 euro) considerato equivalente al guadagno ottenuto illegalmente.

Secondo gli investigatori del Nucleo di polizia economico-finanziaria, il meccanismo messo in piedi nel reparto di Oculistica coinvolgeva due dirigenti medici, un’infermiera dell’ambulatorio, e la segretaria dello studio privato di uno dei medici. Lo schema era ben rodato: i pazienti venivano visitati in ambito privato a pagamento e, grazie a questo canale, accedevano rapidamente a interventi chirurgici all’interno dell’ospedale pubblico, scavalcando le regolari liste d’attesa. Chi invece seguiva il percorso ordinario del servizio sanitario restava indietro, allungando inevitabilmente i tempi per tutti gli altri.

Non solo. In molti casi i pazienti, messi di fronte alla gravità della loro condizione clinica e alla necessità di intervenire in tempi rapidi per evitare gravi conseguenze alla vista, si sentivano praticamente costretti ad accettare la proposta di pagare privatamente il medico, pur di essere operati nella struttura pubblica.

Di fatto, il reparto era stato “privatizzato”, con evidenti danni alla qualità e all’equità del servizio pubblico.

Le indagini hanno inoltre rivelato che cinque dei medici coinvolti avevano dichiarato di lavorare in esclusiva per l’ospedale, ma continuavano a svolgere attività extra in studi e cliniche private, alcune convenzionate con il Servizio sanitario nazionale. Il danno economico stimato per l’azienda ospedaliera e per l’Università Magna Graecia supera i 980 mila euro.

01 Luglio 2025

© Riproduzione riservata

Autonomia differenziata. Via libera della Conferenza Unificata alle pre-intese con quattro Regioni del Nord. “No” compatto dalle sei Regioni guidate dal Centrosinistra
Autonomia differenziata. Via libera della Conferenza Unificata alle pre-intese con quattro Regioni del Nord. “No” compatto dalle sei Regioni guidate dal Centrosinistra

La Conferenza Unificata ha espresso oggi parere favorevole sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto in materia di "tutela della salute...

Case di Comunità. Fimmg Campania: “Non siano considerati mini Pronto soccorso”
Case di Comunità. Fimmg Campania: “Non siano considerati mini Pronto soccorso”

“Abbiamo fortemente voluto che la medicina generale fosse coinvolta nel funzionamento delle Case di Comunità, oggi si inizia a realizzare quanto concordato con l’Accordo Integrativo Regionale 2025”. Lo dice Luigi...

Autonomia differenziata. Campania e Puglia contro le intese: “Senza Lep e perequazione si rompe l’unità del Paese”
Autonomia differenziata. Campania e Puglia contro le intese: “Senza Lep e perequazione si rompe l’unità del Paese”

Una presa di posizione politica che mette in discussione l'intero impianto dell'autonomia differenziata, chiamando in causa i principi fondamentali dello Stato e la tenuta del Servizio sanitario nazionale. Questo, in...

La Campania esce dal Piano di rientro. Arriva l’ok del Governo
La Campania esce dal Piano di rientro. Arriva l’ok del Governo

Il Ministero della Salute ha accolto la richiesta di uscita dal piano di rientro della Regione Campania. Nel corso del tavolo di verifica con il Mef, oggi, sono stati esaminati...