Lombardia. Maroni: “Nostro sistema sanitario costa 5% Pil, nelle altre Regioni media è 20%”

Lombardia. Maroni: “Nostro sistema sanitario costa 5% Pil, nelle altre Regioni media è 20%”

Lombardia. Maroni: “Nostro sistema sanitario costa 5% Pil, nelle altre Regioni media è 20%”
Il governatore ricorda che “avevamo chiesto a Renzi “di introdurre i costi standard per tutti i servizi pubblici, premiando chi spende meglio. Una loro prima attuazione avrebbe fatto risparmiare 90 miliardi di euro e a Regione Lombardia sarebbero arrivati 10 miliardi in più. Purtroppo il Governo ha deciso ancora per i tagli lineari e questo ci penalizza". 

"La nostra legge non l'abbiamo chiamata 'riforma', ma 'evoluzione' del Sistema socio-sanitario lombardo, perché 'riforma' evoca qualcosa che non funziona, mentre il Sistema socio-sanitario in Lombardia è una eccellenza da almeno tre punti di vista: l'integrazione tra Pubblico e Privato; la libertà di scelta per il cittadino, principio che abbiamo conservato; i costi: il nostro è il Sistema che costa meno, il 5 per cento del Pil, contro una media delle altre Regioni del 20 per cento. Quindi le altre Regioni, per fare meno bene quello che facciamo noi, spendono quattro volte tanto". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, intervenendo a Retorbido (Pavia), al convegno, promosso da Slop (Scuola lombarda di psicoterapia), 'Il benessere psicologico nell'evoluzione del sistema socio sanitario lombardo'. Presente, tra gli altri, il presidente della Commissione Sanità e Politiche sociali del Consiglio regionale Fabio Rizzi.

"Per la prima volta – ha aggiunto il presidente, riferendosi al rinnovo dei vertici delle aziende lombarde – ci siamo affidati a una Commissione esterna, fatta da professori universitari, per la valutazione delle professionalità. Quindi una selezione basata sul merito e sulla capacità anche manageriali. Qualcosa in più rispetto al passato, perché le Aziende ospedaliere si sono trasformate in Asstt".

L'evoluzione evocata nel nome della legge, ha sottolineato Maroni è "verso la società del futuro, con un aumento dell'età e della cronicità e con percorsi personalizzati di assistenza per tutti i cittadini". "Bisogna passare – ha detto ancora – da 'curare la persona' a 'prendersi cura della persona'. Per questo i nuovi direttori dovranno preoccuparsi di prendersi cura della persona, finche' non guarisce o si stabilizza. Questa è la sfida vera, la personalizzazione dei percorsi". "Tutto questo vale – ha aggiunto Maroni – anche per ciò che riguarda la salute mentale. La nostra ambizione è creare un sistema perfettamente integrato con un punto di riferimento che è la persona, il cittadino. Ci siamo messi dal suo punto di vita, tenendo presente le esigenze e le proposte degli operatori".

"La nostra legge – ha sottolineato Maroni – è difforme rispetto al Sistema nazionale, ma il Governo non l'ha impugnata. Se la legge otterrà i risultati che si prefigge, diventerà un nuovo modello per il Sistema italiano. Questo ci riempie di orgoglio e di grande responsabilità".
Sul tema dei costi, Maroni ha ricordato come la legge di evoluzione del Sistema preveda "alcune economie di scala", come la decisione di concentrare le gare in unica stazione appaltante, mentre in precedenza erano 46. Il risparmio previsto a regime è pari a 400 milioni, "fondi che reimmetteremo nel sistema".
 
"Avevamo chiesto a Renzi – ha aggiunto il presidente – di introdurre i costi standard per tutti i servizi pubblici, premiando chi spende meglio. Una loro prima attuazione avrebbe fatto risparmiare 90 miliardi di euro e a Regione Lombardia sarebbero arrivati 10 miliardi in più. Purtroppo il Governo ha deciso ancora per i tagli lineari e questo ci penalizza". L'aumento di un miliardo del fondo sanitario (passato da 110 a 111) "non copre neanche i nuovi costi, pari a 1,8 miliardi".

18 Gennaio 2016

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