Ludopatia. In Sardegna puntate per 1,6 miliardi nel 2018

Ludopatia. In Sardegna puntate per 1,6 miliardi nel 2018

Ludopatia. In Sardegna puntate per 1,6 miliardi nel 2018
La ludopatia non risparmia la Sardegna. A giocare la sorte soprattutto i residenti delle zone più povere dell’isola. Cuccu (commissione Sanità) presenta una interpellanza: “Oggi è nostro dovere, è dovere di questo governo regionale, farsi carico dell’emergenza e mettere in campo tutte le risorse utili a combattere la piaga sociale di questa dipendenza comportamentale. Motivo per cui chiedo con urgenza l’applicazione della L.R. n° 2/2019 per prevenire e contrastare il disturbo da gioco d’azzardo”.

Slot machine, gratta e vinci, Lotto, Superenalotto, scommesse: il disturbo da gioco d’azzardo seduce con diverse modalità, tutte allettanti, tutte rischiosissime. I dati epidemiologici evidenziano come la ludopatia sia una patologia presente in Sardegna con numeri significativi e come spesso si rileva che a spendere di più siano i residenti delle zone più povere dell’isola.

Un dato numerico, per avere un’idea, sui volumi di gioco, può essere senz’altro considerato quello rilevato dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli nella pubblicazione annuale, il Libro Blu 2018, dove sono riportati i riferimenti circa la raccolta, la spesa, le vincite, gli incassi erariali, sul mercato del gioco d’azzardo legale in Italia ed in ciascuna singola regione.
 
 

Sulla questione è intervenuta la Segretaria della Commissione sanità del Consiglio regionale sardo, Carla Cuccu (M5S), che con un’interpellanza indirizzata all’Assessore per la sanità Mario Nieddu e al Presidente della regione Christian Solinas, ha chiesto con urgenza l’applicazione della legge regionale n° 2 dell’11 gennaio 2019 sulle disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del disturbo da gioco d’azzardo
(Sardegna. Approvato il Testo Unico per prevenire e contrastare il “disturbo da gioco d'azzardo").

“Proprio per contrastare i fattori di rischio – spiega la consigliera -, la Giunta regionale nel 2017 aveva approvato il piano biennale e regionale del gioco d'azzardo patologico. Oggi è pertanto nostro dovere, è dovere di questo governo regionale, farsi carico dell’emergenza e mettere in campo tutte le risorse utili a combattere la piaga sociale della ludopatia, una preoccupante patologia riconosciuta anche dall’Osservatorio mondiale della Sanità”.

La Segretaria della Commissione sanità elenca nel dettaglio i passi da compiere: “E’ necessario definire e rilevare i dati e i fenomeni che dovranno essere monitorali dall’Osservatorio regionale del gioco d’azzardo, promuovere campagne di prevenzione e sensibilizzazione, definire e utilizzare il logo “Not – Slot Regione Sardegna”. Ancora, si potrebbe istituire la giornata regionale contro il gioco d’azzardo e si deve rendere più incisiva l’azione di contrasto da parte della Regione: ad esempio vietando la concessione di spazi pubblicitari dedicati; inoltre è opportuno determinare le distanze minime dai cosiddetti “luoghi sensibili” (scuole, ospedali, luoghi di aggregazione giovanile)”.

Lottare contro la ludopatia, combattere la fetopatia alcolica, riordinare i centri di salute mentale, per la consigliera dei Cinque Stelle è una necessità improcrastinabile per mettere l'individuo al centro della programmazione della Sanità pubblica.

“In una società in forte sofferenza per l'acuirsi di fenomeni che ingenerano dipendenze patologiche come risposta al disagio sociale dell'individualismo esasperato – conclude Cuccu – è urgente adottare misure atte a prevenire tali disagi, ricreare una socialità relazionale che collochi la solitudine degli individui come scelta personale e non più come unica realtà di sopravvivenza possibile, imposta da un sistema che pensa a produrre solo profitti in modo facile, anziché sviluppare il valore che ogni singolo uomo porta in sé”.

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

26 Settembre 2019

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