Magi (Omceo Roma): “2023 anno complicato, ma guardiamo a 2024 con fiducia” 

Magi (Omceo Roma): “2023 anno complicato, ma guardiamo a 2024 con fiducia” 

Magi (Omceo Roma): “2023 anno complicato, ma guardiamo a 2024 con fiducia” 
Poche risorse, emorragia di professionisti, stress e burnout per chi resta. “Non è colpa di quest'anno di Governo, sia a livello regionale che nazionale: il problema è che nei 20 anni precedenti abbiamo condotto la sanità a un vicolo cieco”. Ma i segnali per il futuro, secondo il presidente Omceo Roma, “sono buoni”. “Stiamo colloquiando con le Istituzioni” e “sono fiducioso perché si sta mettendo in moto una riforma sanitaria del territorio”.

“Il 2023 è stato un anno molto difficile, anche perché si sono consolidati i timori che avevamo già denunciato a inizio anno. Nonostante la buona volontà delle Istituzioni abbiamo vissuto una sanità che è andata sempre più peggiorando a causa della scarsità di risorse economiche disponibili. È evidente che senza le risorse si può davvero fare poco”. Lo spiega all’agenzia Dire il presidente dell’Omceo Roma, Antonio Magi, che traccia un bilancio della sanità nazionale e della regione Lazio a pochi giorni dalla fine del 2023 e dall’inizio del nuovo anno.

“Abbiamo avuto numerosi colleghi che quest’anno sono andati via, si sono dimessi dagli ospedali- prosegue- i Pronto soccorso si sono svuotati di personale medico e infermieristico, perché ora anche gli infermieri cominciano a guardarsi intorno, andando nel privato o preferendo la soluzione estera. Ecco, dunque, che se questa situazione era preoccupante a inizio anno, oggi lo è ancora di più”.

“Sicuramente- evidenzia il presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della Capitale- noi stiamo colloquiando con le Istituzioni, stiamo cercando di trovare possibili soluzioni per porre un freno a questa emorragia sanitaria. Le risorse economiche, anche se scarse, sono state utilizzate con I rinnovi di contratti che erano scaduti. E ricordo che quelli firmati quest’anno sono quelli del 2019-2021 e che le risorse sono sicuramente molto ridotte rispetto alla svalutazione e al potere d’acquisto degli italiani e, dunque, anche degli operatori sanitari”.

“Ci sono state numerose situazioni particolari- ricorda Magi- basti pensare all’incendio avvenuto all’ospedale di Tivoli, un fatto che comporterà gravi problemi sanitari per l’area interessata dal rogo. A Tivoli sono infatti presenti numerosi posti letto, quelli per i pazienti dializzati, il Pronto Soccorso, tanti servizi fondamentali per il nosocomio che raccoglie la popolazione della zona nord-est di Roma. E le previsioni non fanno sperare per il meglio, dato che si parla di sei mesi di blocco della struttura sanitaria”.

“Allo stesso tempo- precisa- abbiamo accelerato la messa in opera del nuovo ospedale Tiburtino, una possibile soluzione proprio per l’area della struttura ospedaliera di Tivoli”.

Antonio Magi accende poi i riflettori sulla qualità del lavoro. “Gli organici incompleti- denuncia- ci fanno lavorare sotto stress e tra i nostri colleghi non sono pochi i casi di burnout. Senza dimenticare che anche l’Italia, come quasi tutti i Paesi del mondo, a eccezione di Polonia e Messico, deve depenalizzare l’atto medico, salvo ovviamente riconoscere il dolo e la colpa grave. Dobbiamo dare serenità”.

Intanto il nuovo anno è alle porte e il presidente dell’Omceo Roma aspetta un cambiamento. “Se così non sarà- ammonisce- rischiamo di mandare in fumo il nostro Servizio sanitario nazionale. Sono però sicuro che i rimedi saranno presi e andranno ad alleviare le difficoltà del nostro Ssn, rimettendo in moto quanto si è perso in questi anni. Non è ovviamente colpa di quest’anno di governo, sia a livello regionale che nazionale: il problema è che nei 20 anni precedenti abbiamo condotto la sanità a un vicolo cieco”.

“Io spero ci sia una svolta- conclude- che deve necessariamente passare attraverso il finanziamento della sanità, che una priorità degli italiani. I segnali sono buoni, sono fiducioso perché si sta mettendo in moto una riforma sanitaria del territorio. Dovrebbe infatti andare a terra il DM 77, per quanto riguarda le strutture le risorse economiche ci sono e bisogna utilizzare al meglio i fondi del Pnrr, perché è necessario che le cose vengano fatte entro il 2026”, conclude Magi.

22 Dicembre 2023

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