Marche. Al via il progetto per la dematerializzazione della ricetta medica

Marche. Al via il progetto per la dematerializzazione della ricetta medica

Marche. Al via il progetto per la dematerializzazione della ricetta medica
Sino a oggi è stata attuata la fase sperimentale che coinvolto 327 farmacie sulle 522 totali e 108 medici del Servizio sanitario regionale, per un totale di 37.538 ricette elettroniche elaborate. L'obiettivo finale è razionalizzare l’intero processo di erogazione dei farmaci.

Nelle Marche entra nel vivo il processo di dematerializzazione della ricetta medica. La Giunta regionale ha approvato il progetto che consente di superare la prescrizione cartacea con quella elettronica, semplificando e razionalizzando l’intero processo di erogazione dei farmaci e di accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali.

L’esecutivo ha adottato il progetto regionale, approvato dai ministeri dell’Economia e Finanze e della Salute, insieme al protocollo d’intesa sottoscritto con le organizzazioni rappresentative delle farmacie convenzionate. Le nuove modalità di prescrizione, gradualmente, copriranno tutto il territorio regionale. Attualmente la sperimentazione ha coinvolto 327 farmacie sulle 522 totali (circa il 62 per cento delle convenzionate) e 108 medici (di cui 5 pediatri) del Servizio sanitario regionale, per un totale di 37.538 ricette elettroniche elaborate. A breve, tutte le farmacie e i 264 medici di medicina generale e pediatri di libera scelta saranno coinvolti nella sperimentazione.

“Il progetto di dematerializzazione della ricetta garantisce una maggiore tracciabilità delle prestazioni, consentendo il miglioramento del monitoraggio del sistema sanitario, la semplificazione dell’accesso ai servizi da parte dei cittadini, lo snellimento delle procedure amministrative curate dalle aziende sanitarie e dai professionisti coinvolti – evidenzia l’assessore alla Salute, Almerino Mezzolani – Il processo sarà graduale, anche se non sarà possibile superare completamente l’impegnativa cartacea, in quanto, in alcuni casi, è la normativa stessa che la prevede o vi sono situazioni nelle quali non è possibile adottare questa modalità, come con le prescrizioni effettuate a domicilio del paziente. Ma la novità è rilevante e qualificherà ulteriormente la sanità marchigiana, all’insegna della trasparenze e della tempestività dell’accesso alle prestazioni”.

Il dirigente del servizio Sanità, Piero Ciccarelli, sottolinea il ruolo positivo delle associazioni sindacali delle farmacie (Federfarma Marche e Confservizi Assofarm Marche), dei medici di medicina generale e del pediatri di libera scelta, coinvolti nell’iniziativa: “La partecipazione fattiva e la grande disponibilità dimostrata dalle associazioni ha consentito di avviare la sperimentazione nei tempi strettissimi che ci hanno assegnato dal Ministero. È la dimostrazione che il coinvolgimento pieno dei professionisti, lavorando per l’obiettivo condiviso di favorire il costante miglioramento della qualità del servizio sanitario, consente di superare criticità che, altrimenti, sarebbero
insormontabili”.

Nella fase sperimentale del processo, il ministero dell’Economia e Finanze aveva indicato di avviare prioritariamente le prescrizioni dei farmaci: obiettivo perseguito attraverso l’accordo siglato con le farmacie e con il progetto sperimentale realizzato. Il progetto proseguirà con una serie di interventi tecnologici, infrastrutturali e organizzativi che si articolerà in quattro fasi distinte che mirano a coinvolgere, gradualmente, tutte le professionalità interessate alla nuova modalità di prescrizione ed erogazione, garantite attraverso le strutture pubbliche che operano in regione e fuori regione.
 

05 Giugno 2014

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