Marche. Al via progetto Up-Tech per malati Alzheimer

Marche. Al via progetto Up-Tech per malati Alzheimer

Marche. Al via progetto Up-Tech per malati Alzheimer
L’iniziativa, che prevede un budget di oltre 1 mln di euro, durerà 18 mesi e mirerà a fornire un’adeguata continuità assistenziale a pazienti affetti da Alzheimer. Anche attraverso nuove tecnologie di supporto tramite la consulenza di specialisti della domotica.

Più attenzione ai pazienti affetti da Alzheimer e ai loro familiari con un’adeguata continuità assistenziale dopo la dimissione dalle strutture ospedaliere grazie all’avvio del progetto Up-Tech, elaborato dalla Regione Marche con il supporto tecnico dell’Inrca.
“L’obiettivo – ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali, Luca Marconi – è di creare un sistema integrato di servizi, che si avvalgono del supporto delle nuove tecnologie, per la gestione, il monitoraggio e la misurazione di efficacia ed efficienza dei processi assistenziali per l’anziano affetto da demenze di tipo Alzheimer”.
Proprio nella fase delle dimissioni ospedaliere il bisogno assistenziale di questi pazienti si acuisce. “Nonostante ciò – ha continuato Marconi – attualmente l’offerta dei servizi territoriali di sostegno agli anziani affetti da Alzheimer nella fase di dimissione è altamente frammentata, e ancora minore risulta il livello di integrazione tra i servizi territoriali e quelli di tipo ospedaliero”.

Up-Tech, che prevede un budget di spesa di € 1.335.771,44, durerà 18 mesi e si focalizzerà soprattutto sul momento della presa in carico del paziente da parte di un assistente sociale, nel caso di assistenza a domicilio, o di un infermiere professionale nel caso di paziente istituzionalizzato, che provvederà alla formazione dei familiari sulla gestione della patologia, al monitoraggio telefonico programmato, alle funzioni di consulenza (anche legale) e all’orientamento ai servizi socio-sanitari. Attraverso questo progetto verranno anche sperimentate nuove tecnologie per il supporto del malato e del suo assistente familiare (ausili informatici, telematici ed elettronici e azioni di adattamento dell’ambiente di vita, in grado di migliorare l’ergonomia) con la consulenza da parte di consulenti e specialisti della domotica.

“La patologia di Alzheimer – ha precisato Marconi – solleva non poche preoccupazioni in ambito sanitario. La percentuale di malati è in continua crescita; ciò richiede un deciso ripensamento delle dinamiche di welfare e impone la presenza di un sistema di interventi in grado di realizzare servizi appropriati e sostenibili e di rispondere alla domanda di protezione e cura sociale”.
In generale, si attende il miglioramento della qualità di vita dei pazienti affetti da questa patologia e degli assistenti familiari, una maggior soddisfazione nell’utilizzo dei servizi sanitari, la riduzione dei ricoveri, del tasso di istituzionalizzazione e degli accessi al Pronto Soccorso, un incremento delle valutazioni multidimensionali effettuate in maniera congiunta dai soggetti del settore sociale (Comune) e del sanitario (Distretti).

21 Ottobre 2011

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