Medicina generale. Anelli (Omceo Bari): “Un discrimine l’esclusione del periodo di gravidanza a rischio dal computo del punteggio per accesso a graduatoria regionale”

Medicina generale. Anelli (Omceo Bari): “Un discrimine l’esclusione del periodo di gravidanza a rischio dal computo del punteggio per accesso a graduatoria regionale”

Medicina generale. Anelli (Omceo Bari): “Un discrimine l’esclusione del periodo di gravidanza a rischio dal computo del punteggio per accesso a graduatoria regionale”
Il Presidente dell’Ordine dei medici di Bari e della Fnomceo torna a stgmatizzare le decisioni della regione chiedendo una deciso cambio di rotta: “Il rispetto dei diritti delle Donne Medico paradigma della nostra democrazia”

Non va giù a Filippo Anelli, Presidente dell’Ordine dei medici di Bari e della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, l’ingiustizia perpetrata, in Puglia, verso le donne medico: la Regione esclude infatti il periodo della gravidanza a rischio dal computo dei punteggi relativi ai titoli di servizio per accedere alla graduatoria unica per la Medicina Generale.

Così, dopo aver censurato il fatto già il 24 dicembre scorso, in veste di Presidente dell’Ordine di Bari, e dopo la lettera aperta, già sottoscritta, ieri, da trecentotrenta medici, uomini e donne, ha preso nuovamente carta e penna per denunciare i fatti e chiedere rispetto e uguaglianza dei diritti.
“Ci siamo talmente abituati alle disuguaglianze che anche le ingiustizie non sono percepite più come tali, soprattutto quando sono il prodotto della nostra burocrazia e dell’apparato – rimarca Anelli, rivolto ai politici – Spesso non si riesce più ad intervenire tenendo conto dei principi incarnati nella nostra Costituzione, che dovrebbero orientare e guidare ogni attività e ogni azione della nostra democrazia”.
 
“Il fatto in sé riguarda pochissime persone, ma il diritto non può essere misurato in ragione del numero dei beneficiari – continua – anzi il fatto che sia negato ad una minoranza di individui rende tale azione ancor più deprecabile. Dovrebbe essere superfluo ricordare i principi sanciti dalla nostra Costituzione ma, in questo contesto, risulta invece particolarmente utile richiamarli.
 
Anelli cita l’articolo 3 della Costituzione, in cui si afferma che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
 
“Ricordare questi principi è fondamentale nel momento storico che stiamo attraversando – aggiunge Anelli – a pandemia sta generando nuove diseguaglianze e ampliando i divari già esistenti. Per evitare una voragine capace di inghiottire i diritti fondamentali dobbiamo tenere il punto, ogni qualvolta questi vengano calpestati. Anche se riguardano una manciata di persone. Anche se nel drammatico contesto pandemico attuale a qualcuno possano apparire meno urgenti. Nei prossimi mesi la nostra democrazia si misurerà proprio sulla nostra capacità di tutelare i diritti. Per questo la denuncia da parte dei trecentotrenta medici circa le discriminazioni nei confronti delle donne medico prodotte dalla Regione Puglia non può che essere condivisa”.
 
“A seguito della nota ufficiale inviata dall’Ordine dei Medici di Bari in data 24 dicembre 2020, che definiva inaccettabile il comportamento della Regione Puglia – aggiunge Anelli – anche perché ‘fa apparire la gravidanza come un ostacolo all’esercizio della professione medica, circostanza oltremodo incomprensibile e suicida nel periodo di emergenza pandemica che stiamo attraversando’, abbiamo ricevuto una risposta formale che in termini burocratici tende a confermare la negazione dei diritti riconosciuti per legge”.
 
“Ora, a fronte di una così evidente discriminazione, mi attendo da parte dei rappresentati politici della nostra Regione una presa di posizione netta a sostegno dei diritti violati – conclude il Presidente dell’Ordine dei medici – non è mai tardi per riaffermare e riconoscere i diritti, soprattutto nei confronti delle minoranze. Il rispetto dei diritti e della dignità delle persone è il fondamento della nostra democrazia. L’invito che rivolgo agli amministratori e ai politici è di riaffermare questa dimensione fondante della nostra Repubblica”.
 

18 Gennaio 2021

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