Minori stranieri non accompagnati: giunta regionale recepisce accordo sul protocollo multidisciplinare per la determinazione dell’età

Minori stranieri non accompagnati: giunta regionale recepisce accordo sul protocollo multidisciplinare per la determinazione dell’età

Minori stranieri non accompagnati: giunta regionale recepisce accordo sul protocollo multidisciplinare per la determinazione dell’età
Le Aziende sanitarie dovranno istituire le equipe multidisciplinari per procedere, laddove disposto dalla Procura della Repubblica, alla determinazione dell’età applicando le indicazioni del protocollo.

La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore alla Salute e alle Politiche sociali Luca Coletto, ha recepito l’Accordo sul “Protocollo multidisciplinare per la determinazione dell’età dei minori stranieri non accompagnati”, che definisce una procedura socio-sanitaria univoca sul territorio nazionale per la determinazione dell’età attraverso un approccio multidisciplinare che garantisca la tutela del minore.

Il Protocollo, recepito dalle Regioni attraverso un accordo, consente la determinazione dell’età in persone che sono di età di poco inferiore o di poco superiore ai 18 anni e che arrivano in Italia senza documenti – ha spiegato l’assessore – Di conseguenza, è stato predisposto un documento dal Ministero della salute e presentato in Conferenza Unificata dopo le revisioni da parte di ANCI, dell’Autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza, del Ministero dell’Interno e del Ministero della Giustizia.

In Umbria alla data di febbraio 2023, in base all’ultimo report del Sistema informativo minori, risultano 146 minori su un totale di 19.422 accolti in Italia.
Spesso i ragazzi arrivano da Paesi in cui non esiste la registrazione delle nascite.

Nel caso di dubbio fondato sull’età dichiarata dal minore accolto e in assenza di documenti, gli esami socio-sanitari previsti dal protocollo hanno lo scopo di valutarne l’età, indagando se il suo grado di maturazione psicosociale e fisica sia congruo con l’età dichiarata, confermando o confutando quanto dichiarato dal presunto minore durante l’identificazione o nelle successive fasi dell’accoglienza.

Sinteticamente, l’accertamento sociosanitario deve essere svolto in un ambiente idoneo, con approccio multidisciplinare, da parte di professionisti adeguatamente formati e, ove necessario, in presenza di un mediatore culturale, utilizzando le modalità meno invasive possibili e rispettose dell’età presunta e del sesso del minore.

Per quanto concerne la parte metodologica, vengono, inoltre, descritte le tre fasi di cui si compone l’accertamento, ovvero: l’intervista sociale, il colloquio psicologico e la visita pediatrica.
Se dall’esito di ciascuna fase o stadio della procedura emergono elementi certi sulla minore età dell’interessato, non si procede ad accertamenti successivi.

Recepito l’accordo, le Aziende sanitarie dovranno istituire le equipe multidisciplinari per procedere, laddove disposto dalla Procura della Repubblica, alla determinazione dell’età applicando le indicazioni del protocollo.

04 Maggio 2023

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