Modena. Madre gravemente malata di Covid partorisce bimbo prematuro. Stanno bene entrambi

Modena. Madre gravemente malata di Covid partorisce bimbo prematuro. Stanno bene entrambi

Modena. Madre gravemente malata di Covid partorisce bimbo prematuro. Stanno bene entrambi
Elham era ricoverata in terapia intensiva al Policlinico di Modena quando, con parto cesareo, è nato Amir a sole 28 settimane. Dall’anno scorso, più in generale, dei 76 neonati figli di madre positiva al virus e assistiti a Modena al momento della nascita, cinque sono stati pretermine, con età gestazionale inferiore alle 37 settimane. Creata in neonatologia un’area dedicata.

La madre era positiva e ricoverata in terapia intensiva per Covid, il suo bimbo è nato prematuro e negativo in terapia intensiva neonatale. Adesso stanno entrambi bene e la mamma, guarita, può tenere in braccio il suo bambino. È una storia a lieto fine, che è andata in scena in questi mesi al Policlinico di Modena. Quando i medici dell’Ostetricia e Ginecologia, diretta dal professor Fabio Facchinetti, lo hanno fatto nascere col taglio cesareo, Amir aveva solo 28 settimane di gestazione e Elham, sua madre, era la più grave “mamma Covid” giunta al Policlinico. Il cesareo, infatti, si è reso necessario proprio per consentire il ricovero di Elham nel reparto di terapia intensiva, diretta dal professor Massimo Girardis, e affidare Aamir alle cure della terapia intensiva neonatale, diretta dal collega Alberto Berardi.

Dall’anno scorso, più in generale, dei 76 neonati figli di madre positiva al virus e assistiti a Modena al momento della nascita, cinque sono stati pretermine, con età gestazionale inferiore alle 37 settimane. Di tutti i neonati, 19 sono stati ricoverati al settimo piano in neonatologia, dove è stata creata un’area dedicata. Inoltre, 15 neonati hanno avuto necessità di un ricovero per motivi neonatali e nella maggior parte dei casi sono stati ricongiunti alla madre, dopo un’osservazione transitoria. Quattro neonati, al contrario, sono stati ricoverati in neonatologia, in quanto le condizioni materne non permettevano l’isolamento congiunto; e questo soprattutto negli ultimi mesi, in cui si è osservata “una maggior gravità della sintomatologia nelle puerpere”.

09 Luglio 2021

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