Morbillo. Umbria terza regione per bassa incidenza nel 2018

Morbillo. Umbria terza regione per bassa incidenza nel 2018

Morbillo. Umbria terza regione per bassa incidenza nel 2018
Incidenza pari a 5,7 su un milione di abitanti, contro la media nazionale del 41,8. Nel 2018 i casi di morbillo nella Regione sono stati 5. Barberini: “Dato molto positivo, considerato che nel 2017 erano stati 78, che colloca la nostra Regione fra le tre migliori d’Italia, dopo la Provincia autonoma di Trento e la Sardegna, e che confermano l’importanza delle vaccinazioni”.

“Nel 2018 l’Umbria è stata la terza regione italiana con l’incidenza più bassa dei casi di morbillo, pari a 5,7 su un milione di abitanti, contro la media nazionale del 41,8. Un risultato importante, certificato dal ministero della Salute, raggiunto grazie all’aumento delle coperture vaccinali che nella nostra regione sono ampiamente sopra la soglia di sicurezza del 95 per cento”. Lo rende noto l’assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, Luca Barberini, commentando, in una nota, la pubblicazione, da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, del rapporto sulla sorveglianza integrata sui casi di morbillo, con dati riferiti alle singole regioni.

“Dal 1 gennaio al 31 dicembre 2018 – spiega Barberini – sono stati soltanto cinque i casi di morbillo, tutti confermati in laboratorio. Si tratta di casi isolati, di cui due infettati fuori dall’Italia. Un dato molto positivo, considerato che nel 2017 erano stati 78, che colloca la nostra regione fra le tre migliori d’Italia, dopo la Provincia autonoma di Trento e la Sardegna. Tale risultato è legato alle ottime coperture dei vaccini obbligatori, nei bambini nati negli ultimi anni, che garantiscono l’immunità di gregge ed evitano il diffondersi di una malattia che può avere conseguenze gravi per la salute”.

L’assessore fa quindi il punto sulle vaccinazioni infantili in Umbria: “Per i bambini nati dal 2012 al 2016, le coperture vaccinali per Esavalente (polio, difterite, tetano, pertosse, epatite b, emofilo) e Trivalente (morbillo, parotite e rosolia) sono tutte sopra la soglia di sicurezza, raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità. Ancora una volta, la nostra regione si conferma tra quelle con la copertura più ampia e tra le poche in Italia che superano il tetto del 95 per cento proprio per il morbillo”.

“In particolare – spiega Barberini – al 31 dicembre 2018, per i nati nel 2012 la copertura per il Trivalente era al 96,7% e per l’Esavalente al 97,1%. Per la coorte 2013, nel primo caso al 95,5 % e nel secondo al 96%. Per i bambini nati nel 2014, il Trivalente al 96,4% e l’Esavalente al 96,8%. Per quelli del 2015 copertura al 96,4% nel primo caso e al 97,3% nel secondo. Per i nati nel 2016 il dato è in continua evoluzione, poiché l’iter vaccinale avviato nel 2018 sta proseguendo in queste settimane: al 31 dicembre scorso per l’Esavalente la copertura era 95,6% mentre per il Trivalente al 94,6%, ma riteniamo di aver raggiunto e superato il 95% proprio in questi giorni”.

“Queste percentuali – conclude l’assessore – dimostrano che l’estensione dell’obbligo vaccinale e l'opera di sensibilizzazione promossa hanno funzionato. I buoni risultati raggiunti sono frutto di un lavoro congiunto, che ha visto Regione, Usl, operatori dei centri vaccinali e pediatri uniti nella diffusione della cultura dei vaccini. Continua l’impegno dell’assessorato alla Sanità nella promozione delle vaccinazioni infantili, ritenute essenziali per la tutela della salute pubblica e per evitare il ritorno di malattie pericolose debellate in passato. I vaccini sono sicuri, efficaci, utili, rappresentano un’opportunità di salute per tutti e un atto di responsabilità verso i nostri figli”.

Rispetto al numero degli inadempienti, Barberini fa sapere che “in Umbria, per i nati dal 2012 al 2016, sono in media circa un migliaio, ma va evidenziato che di questa categoria fanno parte i bambini che, per motivi di salute, non possono essere vaccinati, sono già immunizzati, non reperibili o trasferiti e solo in maniera residuale, e cioè circa il 15 per cento, quelli i cui genitori rifiutano l’iter vaccinale obbligatorio”.

13 Marzo 2019

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