Napoli. Dopo le aggressioni i medici si mettono il ‘giubbotto antiproiettile’. “Stop alla violenza”

Napoli. Dopo le aggressioni i medici si mettono il ‘giubbotto antiproiettile’. “Stop alla violenza”

Napoli. Dopo le aggressioni i medici si mettono il ‘giubbotto antiproiettile’. “Stop alla violenza”
Iniziativa dell’Ordine dei medici di Napoli che dopo le ultime aggressioni produrrà 500 pettorine con un giubbotto antiproiettile stampato sul petto e, sulla schiena, la scritta 'stop alla violenza contro i camici bianchi'. Tra 10 giorni saranno distribuite ai medici di guardia medica, di emergenza, del 118 e del Pronto Soccorso, per sensibilizzare i cittadini contro le aggressioni ai medici.

Contro le violenze i camici bianchi indossano il ‘giubbotto antiproiettile’. È questa l’iniziativa lanciata dall’Ordine dei medici di Napoli dopo le ultime aggressioni subite dai professionisti, non ultimo il caso al pronto soccorso del Cardarelli. Tra una decina di giorni verranno distribuite ai medici di guardia medica, di emergenza, del 118 e del Pronto Soccorso 500 pettorine con un giubbotto antiproiettile stampato sul petto e, sulla schiena, la scritta 'stop alla violenza contro i camici bianchi'.
 
“Il nostro obiettivo – spiega il presidente dell'Ordine, Silvestro Scotti – è far prendere coscienza ai cittadini che aggredire un medico è togliere un diritto. Siamo stufi di essere inquadrati come il capro espiatorio dei mali della sanità noi che siamo in prima linea ogni giorni. Ma soprattutto è il momento di dire basta ad ogni violenza, perché non ci sono scuse. In queste aggressioni al personale sanitario mi preoccupa, oltre che l'atto inaccettabile di violenza, il pensiero del cittadino che osserva chi aggredisce e non interviene. Occorre più solidarietà e non bisogna dimenticarsi che il medico è il garante del diritto costituzionale alla salute. La sua difesa è compito anche della società civile. In quest’ottica come Ordine siamo a diposizione di tutti coloro volessero unirsi all’iniziativa anche a livello nazionale e in questo senso vorrei rivolgere un appello anche al presidente della Repubblica perché intervenga per fermare queste violenze”.

Marzia Caposio

Marzia Caposio

18 Giugno 2015

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