Nasce il Collegio nazionale dei Dipartimenti di salute mentale

Nasce il Collegio nazionale dei Dipartimenti di salute mentale

Nasce il Collegio nazionale dei Dipartimenti di salute mentale
“Accogliere le esperienze ed i problemi che si evidenziano sul campo e portare nei contesti istituzionali la voce di chi è chiamato a dirigere i servizi pubblici di salute mentale”, queste le finalità del Collegio al quale hanno già aderito trenta Direttori di Dsm

Servizio pubblico, indipendenza, multidisciplinarietà, promozione e consolidamento dei sistemi di salute mentale in Italia.
È su queste basi che si è costituito il Collegio nazionale dei Dipartimenti di Salute Mentale, con sede a Bologna. Obiettivi: accogliere le esperienze ed i problemi che si evidenziano sul campo e portare nei contesti istituzionali la voce di chi è chiamato a dirigere i servizi pubblici di salute mentale.
Il Collegio vuole essere luogo di confronto, di sintesi e di proposta culturale e istituzionale sugli ambiti tecnico-professionali, organizzativo-gestionali: hanno già aderito trenta Direttori di Dsm e per statuto potrà iscriversi chi abbia responsabilità organizzative e gestionali in un Dsm italiano, indipendentemente dal suo background professionale (psichiatria, neuropsichiatria infantile, psicologia, tossicologia etc…).
 
“Siamo consapevoli che le istituzioni che abbiamo l’onore di dirigere sono eredi di una nobile tradizione e titolari di una funzione sociale e sanitaria di primaria importanza per la società civile del nostro Paese – afferma Angelo Fioritti, Presidente del Collegio e Direttore del Dsm di Bologna – la salute mentale è un bene comune, individuale e collettivo, nonché un fattore di grande rilievo per lo sviluppo economico, sociale e culturale di una comunità. Il sistema dei Dipartimenti di Salute Mentale italiani – continua Fioritti – si trova oggi in grave difficoltà in ragione della storica mancanza di un coordinamento nazionale, della assenza di orientamenti e linee guida validati a livello scientifico ed amministrativo, della carenza di risorse umane e finanziarie che si è fatta progressivamente drammatica negli ultimi 15 anni”.
 
Il Collegio elaborerà posizioni ufficiali, basate sul consenso tra i professionisti dei Dsm, e le presenterà nei contesti nazionali e regionali. Tutto ciò, sottolinea una nota, in un’ottica di aperto confronto con le istituzioni pubbliche, le società scientifiche, le associazioni degli utenti e dei familiari. Tra i temi di particolare interesse figurano senz’altro: i meccanismi di governance del sistema di salute mentale nazionale e di quelli regionali, la definizione di “Livelli Organizzativi Essenziali”, la definizione di standard minimi di personale per garantire in aree territoriali definite l’erogazione di interventi efficaci. All’intersezione tra la sfera tecnico-professionale e quella organizzativo-gestionale deve essere affrontata la realizzazione di Programmi nazionali specifici sulla presa in carico e la continuità assistenziale dei Disturbi mentali gravi, dei Disturbi emotivi comuni, delle condotte di dipendenza.
“Esistono inoltre alcuni aspetti di estrema rilevanza etico-politica – sottolinea il Vicepresidente del Collegio, Giuseppe Nicolò, Direttore del Dsm della Asl Roma 5 – come quelli inerenti i meccanismi di partecipazione degli utenti e dei familiari, la volontarietà e la obbligatorietà delle cure, la ridefinizione dei percorsi detentivi ed alternativi dei pazienti psichiatrici autori di reato”.
 
Tra i primi impegni del Collegio figura anche la elaborazione di un Documento programmatico su formazione e ricerca. “Il Dsm deve essere soggetto attivo e protagonista in entrambi i campi – afferma Fabrizio Starace, Direttore del Dsm di Modena e componente del gruppo promotore del Collegio – è indispensabile avviare un circolo virtuoso con il quale la formazione di medici e specialisti, ma anche dei professionisti sanitari, si realizzi nei Dsm, in tutte le loro articolazioni. È necessario implementare percorsi formativi integrati, che privilegino le pratiche cliniche e riabilitative evidence-based e gli interventi di inclusione sociale. È altresì indispensabile potenziare e specificare il finanziamento della ricerca sui e nei servizi di salute mentale, a garanzia della loro qualità e della loro organizzazione”.

26 Novembre 2020

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