Nasce il Registro Europeo del fegato grasso nei bambini. Il coordinamento al Bambino Gesù

Nasce il Registro Europeo del fegato grasso nei bambini. Il coordinamento al Bambino Gesù

Nasce il Registro Europeo del fegato grasso nei bambini. Il coordinamento al Bambino Gesù
Nel registro confluiranno tutti i dati, sia istologici che di laboratorio, provenienti dai principali ospedali dei Paesi coinvolti: Germania, Polonia, Inghilterra, Svezia, Spagna e Francia. Al Bambino Gesù seguito ogni anno 1.500 bambini di cui 550 sottoposti a biopsia

È stato creato il registro pediatrico europeo per il fegato grasso, una patologia che colpisce tra il 5 e il 15% della popolazione pediatrica generale. Il coordinamento è stato affidato all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. L’incarico è stato assegnato sabato scorso a Parigi nel corso del congresso annuale dell’European Association fo the Study of the Liver (EASL).
 
“La creazione di un registro pediatrico europeo sul fegato grasso sottolinea l’interesse che c’è nelle comunità scientifiche internazionali su questo problema”, spiega Valerio Nobili, responsabile di epatologia, gastroenterologia e nutrizione dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. “Un problema che ormai affligge milioni di bambini nel mondo e le cui previsioni sono in costante aumento. Il registro è un segnale che tale patologia non può essere più sottovalutata da chi ha interesse alla salute dei nostri ragazzi”.
 
L'obesità è uno dei principali problemi mondiali sia nei bambini che negli adolescenti. L'aumento del numero dei bambini con sovrappeso e obesità nei Paesi industrializzati ha portato al parallelo aumento di casi di fegato grasso o steatosi epatica non alcolica (NAFLD). Negli ultimi vent'anni, infatti, la steatosi ha raggiunto proporzioni epidemiche anche tra i più piccoli diventando la patologia cronica del fegato di più frequente riscontro nel mondo occidentale. In Italia si stima che ne sia affetto circa il 15% dei bambini, ma si arriva fino all'80% tra i bambini obesi.
 
Le ragioni dell’affidamento del coordinamento della neonata rete al Bambino Gesù risiedono sia nell’ampia casistica sul fegato grasso, sia nalla capacità di produzione scientifica: l’ospedale segue infatti circa 1.500 bambini l’anno di cui 550 sottoposti a biopsia negli ultimi 10 anni e ha pubblicato, spesso coordinandoli, numerosi studi internazionali.

 Nel registro confluiranno tutti i dati, sia istologici che di laboratorio, provenienti dai principali ospedali dei Paesi coinvolti: Germania, Polonia, Inghilterra, Svezia, Spagna e Francia. Il database che ne verrà fuori consentirà la realizzazione di trial più mirati e con coorti più estese. Dati che saranno molto importanti anche per la stesura di nuove pubblicazioni scientifiche. Il progetto sarà finanziato dalla EASL stessa con un grant di 70.000 euro l’anno per due anni.
 
“Siamo grati per l’incarico ricevuto che riconosce la leadership del Bambino Gesù in questa patologia, la NASH, affidandogli il coordinamento europeo della nuova rete”, aggiunge Nobili. “Viene così colmato un gap che ancora separava l’Europa rispetto ai colleghi americani, già in possesso di un registro di questo genere”.
 

16 Aprile 2018

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