“Non aspettando Godot”. Teatro-terapia per i pazienti con Mici

“Non aspettando Godot”. Teatro-terapia per i pazienti con Mici

“Non aspettando Godot”. Teatro-terapia per i pazienti con Mici
La teatro-terapia aiuta i pazienti a gestire le emozioni legate alle patologie che vivono. Con qiesto spirito un gruppo di pazienti con Malattie Croniche Intestinali ha dato vita allo spettacolo “Non aspettando Godot”. Ipse, Amici Onlus, Amici Lazio Onlus e la società scientifica Ig-Ibd gli endorser del progetto che ha avuto il supporto di Takeda Italia.

Grande successo per il debutto a Roma di “Non aspettando Godot”, la pièce ispirata dall’omonimo progetto di teatro-terapia rivolto alle persone affette da Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (Mici). Lo spettacolo nasce da un’idea di Michele Palazzetti, coach e formatore di Ipse (Istituto Psicologico Europeo), in collaborazione con le Associazioni Pazienti Amici Onlus e Amici Lazio, la società scientifica IG-IBD e il supporto di Takeda Italia.
 
“Non aspettando Godot” è stato strutturato in 12 laboratori teatrali di narrazione, svolti presso la sede di Amici Onlus durante il 2018, cui hanno partecipato 21 persone con Mici, patologie che solo in Italia riguardano circa 250.000 persone, di qualunque età. “Il malessere delle persone affette da Mici è accresciuto dall’evitamento delle proprie sensazioni ed emozioni, strategia spesso adottata inconsapevolmente da questi pazienti – dice Michele Palazzetti -. Durante i laboratori, invece, abbiamo lavorato proprio sulla possibilità di riaccostare le persone alla propria interiorità, elaborarla e usarla per raccontarsi: chi ha partecipato ha scoperto di avere la possibilità di costruire relazioni efficaci e soprattutto di avere ancora in mano il controllo della propria vita”.

Nel corso degli incontri, i partecipanti hanno potuto raccontare il proprio vissuto emotivo attraverso le potenzialità del linguaggio drammaturgico ed esprimere il disagio della condizione di attesa tragicamente indefinita che le malattie di cui soffrono li costringe a vivere: attesa di una spiegazione della causa del loro male, di certezze sul decorso e di una terapia risolutiva, a cui si aggiunge il dolore e il malessere profondo di una malattia che può alterare la vita di relazione, di coppia e familiare.

“I pazienti a cui è stato proposto di partecipare sono stati molto incuriositi dal progetto e con coraggio si sono messi in gioco – racconta Enrica Previtali, Presidente di Amici Onlus -. Abbiamo colto immediatamente la loro voglia di raccontarsi senza paura, anche per merito della relazione di fiducia che si è venuta a creare durante i laboratori tra i partecipanti e il coach, grazie alla sensibilità e alla professionalità del dottor Palazzetti, superando l’imbarazzo e trovando la forza di esprimere a parole quanto la malattia abbia segnato la loro vita.”

“Abbiamo sostenuto con entusiasmo questa iniziativa e in particolare abbiamo apprezzato il grande rispetto con cui è trattato il paziente come individuo e la sua condizione patologica, senza cadere nel pietismo e nel compatimento – aggiunge Stefania Canarecci, Presidente Amici Lazio -. Queste iniziative sono molto utili soprattutto perché permettono di fare chiarezza su una patologia i cui sintomi vengono fraintesi o addirittura minimizzati, poiché appartengono alla sfera più intima dell’individuo, quindi poco evidenti o taciuti.”

I contributi audio e video raccolti durante i laboratori sono stati rielaborati per dare vita alla pièce teatrale originale, ideata per raggiungere un duplice obiettivo: dare voce ai pazienti, aiutarli a raccontare la malattia, e al tempo stesso sensibilizzare le Istituzioni e l’opinione pubblica su patologie ancora prive di un riconoscimento sociale.

“Takeda è da sempre impegnata nell’offrire ai pazienti farmaci differenzianti e opportunità che possano aiutarli a migliorare la loro qualità di vita, anche attraverso linguaggi e modalità inusuali come quello drammaturgico – afferma Rita Cataldo, General Manager Takeda Italia –. Non aspettando Godot ha meritato il riconoscimento Eccellenze dell’informazione scientifica e centralità del paziente 2018 per la categoria Patient Support Program, ulteriore conferma della validità dell’iniziativa e prestigioso riconoscimento per il nostro lavoro”.

Le Mici (Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali) sono malattie caratterizzate da un processo infiammatorio cronico del tratto gastrointestinale, di cui fanno parte la Colite Ulcerosa (CU), dove l’infiammazione è limitata alla mucosa del colon e retto, e la Malattia di Crohn (MC) che può colpire qualsiasi parte del tratto gastrointestinale, dalla bocca all’ano, anche se più frequentemente colpisce l’intestino tenue nella sua porzione terminale, detta “ileo” (65% dei casi), e il colon (30%).

“Progetti come questo aiutano il paziente nella gestione della malattia, mentre la ricerca scientifica fa progressi. Al momento non c’è una cura risolutiva per le Mici ma sono disponibili terapie innovative, come i farmaci biologici di ultima generazione, che riescono a ridurre i sintomi e portare alla remissione oggettiva”, sottolinea Alessandro Armuzzi, Segretario generale della società scientifica IG-IBD.

Dopo il debutto al Teatro Torlonia di Roma, “Non aspettando Godot” sarà rappresentato anche a Milano il 14 marzo, al Teatro Elfo Puccini.
 
Marco Landucci

Marco Landucci

01 Marzo 2019

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