Numero unico 112. Dopo Catania ora attivo anche a Ragusa e Siracusa

Numero unico 112. Dopo Catania ora attivo anche a Ragusa e Siracusa

Numero unico 112. Dopo Catania ora attivo anche a Ragusa e Siracusa
Anche per le altre due province, la Centrale unica operativa di riferimento è quella di Catania all’ospedale Cannizzaro. Gucciardi: “La Sicilia deve essere orgogliosa dell’introduzione di questa attività, perché ci allineiamo agli altri Paesi europei e poi perché siamo tra le prime regioni in Italia, la prima in assoluto al Sud, ad aver introdotto il 112 come Numero unico per le emergenze”

Dopo l’avvio a Catania dello scorso 20 giugno, il NUE 112 – Numero Unico Emergenza europeo è attivo da oggi anche a Ragusa e Siracusa. Anche per le altre due province siciliane tutte le chiamate di emergenza confluiranno alla Centrale operativa di Catania, che ha sede all’ospedale Cannizzaro.
 
Gli operatori della Centrale, dunque, da oggi, smisteranno anche le telefonate che arrivano dalle aree del Ragusano e del Siracusano, dopo aver localizzato chi chiama e individuata l’esigenza, all’ente competente per la gestione: Arma dei Carabinieri (112), Polizia di Stato (113), Vigili del Fuoco (115), Emergenza Sanitaria (118).
 
“Il primo mese di attività del Numero unico a Catania – spiega l’assessore alla Salute della Regione Siciliana Baldo Gucciardi – è andato avanti senza intoppi, riuscendo a fornire ai cittadini un servizio di emergenza migliorato e potenziato, grazie anche a un personale altamente formato. La Sicilia deve essere orgogliosa dell’introduzione di questa attività, perché ci allineiamo agli altri Paesi europei e poi perché la Sicilia è tra le prime regioni in Italia, la prima in assoluto al Sud, ad aver introdotto il 112 come Numero unico per le emergenze”.
 
Nell’ultima settimana, dal 10 al 17 luglio, alla Centrale operativa di Catania dal territorio catanese sono arrivate 36.432 chiamate al Numero unico 112. Per questa attività è importante l’effetto filtro che svolge la Centrale operativa. In media, infatti, solo il 19% delle telefonate viene poi smistato ai Carabinieri, il 42% alla Polizia, il 58% ai Vigili del Fuoco e il 72% alla rete di Emergenza sanitaria.
 
Ecco come funziona il Nue. Componendo qualsiasi numero dell’emergenza (112, 113, 115, 118) il cittadino entra in contatto con l’operatore della Centrale Unica di Risposta del servizio Emergenza 112 che prende in carico la chiamata, se necessario attiva una teleconferenza per la traduzione multilingue e inizia la compilazione della scheda contatto.
 
Il collegamento con il Ced interforze del Viminale consente di raccogliere in pochissimi istanti (2 secondi) i dati identificativi del numero chiamante (per le chiamate da telefono fisso) o la sua localizzazione (per le chiamate da telefono mobile). Tutte le informazioni raccolte vengono inserite in una scheda elettronica; a quel punto la chiamata, corredata dalla scheda, viene trasferita alle Forze di Pubblica Sicurezza (112 e 113), alla Centrale Operativa dei Vigili del Fuoco (115) o al Soccorso Sanitario(118); viene cioè trasferita all’amministrazione competente per funzione e territorio. Tutto il traffico telefonico e tutti i dati relativi agli eventi vengono registrati; l’intero processo viene completato in un tempo medio di 40 secondi. L’azione di filtro è pari a circa il 55% delle chiamate in ingresso.
 
Il servizio “Emergenza 112” garantisce all’utenza:
1. Una risposta rapida ed efficiente alle chiamate di emergenza/soccorso effettuate da qualunque cittadino italiano o straniero da telefono fisso o mobile.
2. La funzionalità di localizzazione e/o identificazione del chiamante sia da telefonia fissa sia da mobile.
3. Un servizio multilingue.
4. L’accesso ai diversamente abili.
5. L’aumento della percezione della sicurezza espressa dal territorio, con le conseguenti positive ricadute in termini di comunicazione istituzionale.

18 Luglio 2017

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