Nuovo Piano Sanitario dell’Umbria: è l’integrazione il driver per l’innovazione dei servizi

Nuovo Piano Sanitario dell’Umbria: è l’integrazione il driver per l’innovazione dei servizi

Nuovo Piano Sanitario dell’Umbria: è l’integrazione il driver per l’innovazione dei servizi
Il nuovo Piano Sanitario dell’Umbria le cui principali azioni di intervento sono sintetizzate nell'acronimo PROGETTO: P come promuovere la valorizzazione degli operatori sanitari, R come riconoscere i protagonisti, O come offrire cure in qualità, sicurezza, con le tecnologie più avanzate, G come garantire la riorganizzazione dei servizi sanitari e socio-sanitari, E come estendere i programmi di prevenzione in tutte le fasi della vita, T come tutelare le fasce di popolazione, T come tracciare le attività e trasferire le informazioni, O come orientare l’accessibilità ai servizi. Il documento

Per far fronte al cambiamento del quadro epidemiologico che vede la popolazione italiana, e in particolare quella umbra, invecchiarsi sempre di più, la Regione Umbria con il nuovo Piano Sanitario Regionale 2019-2021” si impegna a progettare un ambiente sempre più favorevole all’integrazione fra strutture e professionisti, che permetta l’innalzamento della qualità dell’assistenza e migliori, quindi, la salute dei cittadini.

Si chiama “P.R.O.G.E.T.T.O. per la salute” il nuovo Piano Sanitario dell’Umbria le cui principali azioni di intervento sono sintetizzate in un acronimo:
PROMUOVERE la valorizzazione degli operatori sanitari
RICONOSCERE i protagonisti
OFFRIRE cure in qualità, sicurezza, con le tecnologie più avanzate
GARANTIRE la riorganizzazione dei servizi sanitari e socio-sanitari
ESTENDERE i programmi di prevenzione in tutte le fasi della vita
TUTELARE le fasce di popolazione
TRACCIARE le attività e trasferire le informazioni
ORIENTARE l’accessibilità ai servizi

Sulla base del principale driver di programmazione, l’integrazione, il nuovo PSR sviluppa importanti elementi di innovazione: le Aggregazioni Funzionali Territoriali – AFT nelle cure primarie; i progetti di qualità in tutte le strutture ospedaliere; il bed management e le Centrali Operative Territoriali – COT per l’integrazione ospedale/territorio.

Le Aggregazioni Funzionali Territoriali
Le Aggregazioni Funzionali Territoriali sono forme organizzative integrate dei medici di famiglia e dei medici di Continuità Assistenziale – C.A.,  che perseguono obiettivi di salute e di attività per la promozione, tra l’altro, della medicina di iniziativa e per la presa in carico della cronicità in collaborazione con l’Infermiere di famiglia. Esse garantiscono, condividendo con il servizio di C.A il software gestionale, una copertura oraria 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 e forniscono assistenza ai bisogni assistenziali a bassa complessità che in molti casi, in modo inappropriato, cercano risposta nei Pronto Soccorso in cui vengono classificati come codici bianchi (ora numeri 4 e 5 secondo le nuove Linee guida nazionali).
 

 

Di seguito il video di presentazione delle AFT realizzato dalla regione Umbria
 
La Centrale Operativa Territoriale
La Centrale Operativa Territoriale, ai sensi del D.M. 70/2015, è una centrale della continuità posta sul territorio di riferimento per la dimissione protetta e la presa in carico post-ricovero e a cui è assegnato il ruolo di garante della continuità assistenziale tra ospedale e tutti i servizi posti nel territorio.

Il piano prevede nel triennio l’estensione del ruolo delle COT ampliandone le funzioni: alla COT, infatti, oltre al compito di gestione centralizzata dei percorsi di dimissione protetta nelle ore diurne, verrà assegnato anche quello di Centrale di Ascolto e smistamento delle chiamate rivolte al servizio di continuità assistenziale nelle ore notturne e nei giorni festivi.
L’ obiettivo è quello di rendere la COT, alla stregua della Centrale 118 per l’emergenza, la centrale unificata per la presa in carico di tutti i bisogni assistenziali nel territorio non ricomprese nelle emergenze/urgenze e rispondente al numero unico europeo 116117.

Appropriatezza e qualità nell’assistenza ospedaliera
Uno dei principali strumenti organizzativi previsti dal nuovo PSR per contribuire a migliorare l’appropriatezza nell’utilizzo del ricovero ospedaliero è la centrale di Bed Management (a conduzione infermieristica) su base regionale che anticipa le “linee di indirizzo nazionali per lo sviluppo del Piano di gestione del sovraffollamento in Pronto Soccorso”. L’obiettivo è quello di ridurre il fenomeno dei “letti aggiunti” specie nei periodi di epidemia influenzale o delle ondate di calore; la gestione integrata dei posti letto può consentire, inoltre, di ottimizzare il tasso di utilizzo dell’intera rete ospedaliera.

Un tema fondamentale nella riqualificazione dell’assistenza ospedaliera e da cui dipende anche il successo dei processi di integrazione è quello della qualità e dell’umanizzazione. Per questo nel nuovo PSR vengono proposti i seguenti progetti di qualità da realizzarsi nei maggiori ospedali della regione:  
• Ospedale sicuro
• Ospedale ecosostenibile
• Ospedale donna e di genere
• Ospedale aperto
• Ospedale dopo le venti
• Ospedale senza dolore

Il nuovo modello di sanità
La Regione Umbria con il nuovo PSR ha delineato un Servizio Sanitario Regionale  fondato su due grandi tipologie  di servizi sanitari: quella Territoriale organizzata per garantire risposte H24 7 giorni su 7 in tutta la filiera dell’assistenza e per tutelare ciascuna fase del percorso di presa in carico globale e quella Ospedaliera, organizzata per complessità dell’assistenza e secondo un modello Hub & Spoke fondato su reti cliniche integrate, funzionali e non gerarchiche. Integrazione, team multiprofessionali, percorsi e prevenzione sono le parole chiave che raccordano le due tipologie di assistenza.

Nel triennio di vigenza verrà effettuato un monitoraggio costante delle azioni previste per il raggiungimento degli obiettivi del Piano, anche grazie al costante aggiornamento on-line delle performance di attività. Tale percorso permetterà di intervenire con misure correttive nelle attività programmate rispetto agli obiettivi prefissati.
 
Walter Orlandi
Direttore Direzione regionale "Salute, Welfare, Organizzazione e Risorse Umane" Regione Umbria

Manuela Pioppo
Responsabile Sviluppo Qualità e Comunicazione Usl Umbria 1

Enrica Ricci
Responsabile Ufficio di Piano Usl Umbria 2

Francesca Armellini
Responsabile sezione coordinamento integrato dei servizi della Direzione regionale "Salute, welfare, Organizzazione e Risorse Umane" Regione Umbria

Francesco Mariotti
Economista sanitario

W. Orlandi, M. Pioppo, E. RIcci, F. Armellini, F. Mariotti

27 Giugno 2019

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