Nursind: “Deas del Careggi nel caos. Pazienti lasciati in barella per giorni”

Nursind: “Deas del Careggi nel caos. Pazienti lasciati in barella per giorni”

Nursind: “Deas del Careggi nel caos. Pazienti lasciati in barella per giorni”
Secondo il sindacato autonomo degli infermieri, soprattutto a causa della riduzione dei posti letto e del personale, la struttura fa fatica a rispondere adeguatamente al forte afflusso di pazienti.

Fino a 45 pazienti in attesa di essere accompagnati nel reparto di appartenenza; malati visitati senza alcuna attenzione alla loro privacy; infermieri costretti a improvvisarsi tuttologi per rispondere alle esigenze di degenti con le patologie più diverse; turni di lavoro schizofrenici. È quanto accaduto nelle ultime settimane al DEAS dell’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi secondo il sindacato autonomo degli infermieri Nursind.

“La Dirigenza dell’Asl e gli amministratori smettano di vantarsi in tv e sui giornali della gestione del DEAS di Careggi: ogni giorno nei corridoi del pronto soccorso decine di persone sono costrette ad aspettare per ore o giornate intere sulle barelle, con picchi di 45 pazienti lasciati nel “limbo” in attesa di poter accedere ai reparti. Praticamente un reparto nel reparto, in cui il rischio clinico è altissimo e non sono previsti né pasti né acqua né servizi dedicati”, dice Paolo Porta, consigliere nazionale Nursind.

“La riduzione dei posti letto e del personale ha creato il caos: le isole dove i pazienti sono accompagnati per le visite preliminari accolgono oltre 20 persone alla volta anziché dieci come previsto. Nei box si visitano due pazienti per volta, senza nessuna tutela per la privacy e la dignità personale. E dopo le visite sono costretti ad attendere sulle barelle”, aggiunge Porta, che continua: “Per chi sosta nei corridoi non è prevista assistenza dedicata: questi pazienti sono lasciati in carico agli infermieri di turno al pronto soccorso, già di per sé in numero non sufficiente. Spesso si tratta di persone anziane, che devono seguire precise terapie: in una situazione del genere diventa molto difficile seguire il paziente, il rischio di sbagliare cresce enormemente. Con ciò che ne consegue in termini di salute degli assistiti e pressione sui lavoratori”.

Secondo gli esponenti del sindacato, la situazione si sarebbe aggravata durante le festività natalizie “l’affluenza è elevata in ogni periodo dell’anno, così come in ogni momento del giorno e della notte”, precisa però il consigliere nazionale Nursind. “E gli infermieri sono costretti a reinventarsi tuttologi, incaricati di occuparsi di pazienti con le patologie più diverse, con una perdita delle competenze che va a scapito prima di tutto del paziente. Essendo pochi, gli infermieri sono ridistribuiti dove c’è bisogno, indipendentemente dal reparto in cui si sono formati e specializzati”.

“Invitiamo l’assessore regionale al Diritto alla Salute e il presidente della Regione Toscana a fare un sopralluogo reale al DEAS di Careggi anziché presenziare solo nelle grandi occasioni a favore di telecamera”, aggiunge il responsabile regionale Nursind Giampaolo Giannoni.
 

08 Gennaio 2018

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