Oncologia. Al via tavolo di lavoro per istituzione rete e favorire screening nella Pa di Bolzano

Oncologia. Al via tavolo di lavoro per istituzione rete e favorire screening nella Pa di Bolzano

Oncologia. Al via tavolo di lavoro per istituzione rete e favorire screening nella Pa di Bolzano
La decisione è stata presa durante un meeting virtuale dove erano presenti rappresentanti dell’Assessorato alla Sanità, gli oncologi medici dell’AIOM e Senior Italia FederAnziani. Obiettivo: l’impegno a lavorare insieme per favorire una riorganizzazione dell’assistenza ai malati di cancro.

Avviare un Tavolo Oncologico permanente nella Provincia Autonoma di Bolzano per arrivare, quanto prima, al rafforzamento dell’attuale di Rete Oncologica provinciale attuata nel 2013. L’obiettivo è migliorare ulteriormente l’assistenza ai pazienti, favorire gli screening e più in generale affrontare le sfide sanitarie determinate dalla pandemia. E’ questa la richiesta avanzata dai rappresentanti dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e di Senior Italia FederAnziani alle Istituzioni locali durante un meeting on line. La proposta è arrivata durante la seconda tappa del tour che porterà AIOM e FederAnziani a incontrare tutti gli assessori regionali alla sanità del nostro Paese.


 


“Benché in Alto Adige si sia fatto molto negli ultimi anni per implementare e migliorare la rete oncologica nata con il progetto di certificazione della chirurgia oncologica nel 2013, ci sono tuttavia ancora dei miglioramenti da realizzare, evidenziati soprattutto dalla crisi pandemica. In Alto Adige purtroppo manca ancora una vera Rete con un coordinamento operativo e organico tra i centri soprattutto a causa della carenza di una efficiente piattaforma informatica” riferisce dott. Luca Armanaschi Direttore della Ripartizione Assistenza Ospedaliera Azienda sanitaria dell’Alto Adige e coordinatore del progetto di riforma dell’assistenza oncologica in Alto Adige.


 


“L’azienda sanitaria dell’Alto Adige risulta essere tra i primi quattro centri in Italia, che ha ottenuto in questi anni la certificazione Eusoma per la senologia. A questo si aggiunge la realizzazione degli incontri multidisciplinari in videoconferenza tra i 7 ospedali della provincia, la creazione di un iniziale tumour board molecolare in outsorcing per affrontare la problematica della gestione mutazioni genetiche tumorali ed ancora, la possibilità per le nostre pazienti di effettuare dei test genomici per il carcinoma della mammella in quanto prestazioni sanitarie rientranti nei LEA definiti dalla Giunta Provinciale”, prosegue il dott. Guido Mazzoleni Primario Patologo e Direttore del Registro tumori.


 


“Dal punto di vista pratico e secondo quanto percepito e riferito dai pazienti stessi la nostra azienda è sempre stata in grado di garantire prima della pandemia una elevata qualità delle prestazioni erogate in ambito oncologico, ma dobbiamo ulteriormente intervenire nella creazione e sviluppo di una piattaforma informatica unica a livello aziendale, per poter garantire l’inserimento e la condivisione dei dati utili ai vari professionisti sanitari – prosegue il dott. Luca Armanaschi.


 


“Viviamo in una realtà piccola ma al tempo stesso molto complessa per motivi culturali, geografici, storici e politici. Il Covid ha avuto effetti pesanti sull’intera sanità e ci costringe ad una riorganizzazione profonda del nostro lavoro. Accogliamo quindi le proposte e le sollecitazioni di AIOM e FederAnziani volte a migliorare i livelli d’assistenza”, continua il dr. Mazzoleni. A Bolzano, così come nel resto della Penisola, la pandemia ha in parte compromesso l’adesione ai programmi di screening soprattutto quegli per il tumore del seno. Le mammografie sono state interrotte tra marzo e maggio 2020 e ora oltre 12mila donne attendono di sottoporsi all’esame.


 


“Il Coronavirus non può fermare la prevenzione oncologica sia primaria che secondaria – aggiunge il prof. Giordano Beretta, Presidente Nazionale AIOM -. Oltre al problema degli screening solo il 30% delle donne delle Provincia di Bolzano risultano vaccinate contro l’HPV. Per tutti questi motivi riteniamo che bisogna attivare il prima possibile le Reti Oncologiche in quanto possono dare risposte concrete e veloci ai crescenti problemi dei pazienti. E’ quanto sosteniamo da tempo come Società Scientifica e la pandemia ha reso ancora più evidente e urgente questa necessità. In Alto Adige lavorano clinici di fama nazionale e di grande esperienza ma manca un vero coordinamento. Questo rende per esempio difficile accedere agli studi nazionali ed internazionali di sperimentazione dei farmaci innovativi. Anche in una realtà molto particolare, come la Provincia di Bolzano, deve operare una vera Rete che dovrà avere dei percorsi precisi. Siamo pronti a collaborare con le istituzioni locali per promuovere questa struttura sanitaria”.


 


“Come rappresentanti degli anziani italiani abbiamo deciso di collaborare con l’AIOM in una nuova ed importante iniziativa – sottolinea Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani -. Vogliamo sollecitare le Istituzioni a non sottovalutare l’emergenza rappresentata dal cancro che in tutta Italia interessa sempre più persone soprattutto anziane. Si calcola, infatti, che ogni anno più di 188mila uomini e donne over 70 siano colpite da una neoplasia. Bisogna riuscire a garantire i consueti livelli d’assistenza nonostante le grandi difficoltà che sta affrontando la nostra sanità a causa del Coronavirus”.

18 Febbraio 2021

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