Si chiamano OIV acronimo di Organismi Interni di Valutazione, ma a parte il management di Aziende sanitarie e Pubblica Amministrazione in generale pochi sanno quale attività si nasconda dietro quella sigla. Eppure se in questi anni i manager della sanità sono riusciti a garantire il rigore finanziario, senza intaccare la qualità dei servizi erogati ai cittadini, si deve anche a questi organismi introdotti nel 2009 dalla Legge Brunetta e oggi diffusi in tutte le Asl e le Aziende ospedaliere. Anche se non è che la valutazione fosse del tutto sconosciuta prima di quella data, quando nella PA agivano i nuclei di valutazione, che non erano però obbligatori come lo sono gli OIV.
Del loro ruolo se ne è discusso il 31 maggio a Roma nell’incontro promosso da Fiaso, La Federazione di Asl e ospedali e Aiv, l’Associazione di Valutazione Italiana, che su base volontaria riunisce professionisti e accademici che si occupano di valutazione. Un’occasione per mettere a confronto esperti della valutazione con management, professionisti sanitari e rappresentanti dei cittadini. Ennesima tappa di avvicinamento alla Convention Fiaso sul ventennale della Federazione e il quarantennale dell’Ssn, organizzata dal 7 al 9 novembre prossimi.
“Le Aziende sanitarie sono strutture ad alta complessità e forte dinamismo, che in oltre 20 anni hanno conosciuto un diffuso sviluppo degli strumenti di programmazione e di valutazione delle performance – ha affermato il Presidente Fiaso, Francesco Ripa di Meana – negli ultimi anni abbiamo assistito a una contrazione del numero delle Asl, mentre si sperimentavano nuovi modelli di governance e nuovi assetti istituzionali. In questo contesto la misurazione e valutazione delle performance appaiono fondamentali alla costruzione di informazioni a supporto del management e dei professionisti. Ma quello che ci interessa, più che scovare i ‘peggiori’ è cercare i migliori, valorizzare i professionisti. Questo dando al contempo valore agli aspetti qualitativi e non solo quantitativi. In altri termini la valutazione serve a costruire, non a distruggere. E in questo senso – ha concluso Ripa di Meana – le Aziende sono pronte a fare ancora di più sulla valutazione, con forti sinergie tra direzioni e OIV”.
Ma da chi sono costituiti e che funzioni svolgono nel dettaglio gli OIV? A spiegarlo è Erica Melloni, Presidente Aiv. “Sicuramente lo scopo di questi organismi non è quello di scovare i ‘fannulloni’ e comminare sanzioni, quanto un supporto al miglioramento dei servizi offerti ai cittadini”. E in effetti gli OIV, composti da professionisti iscritti a un elenco diviso in tre fasce a seconda del livello di esperienza, si occupano principalmente di valutare le performance delle organizzazioni, migliorare la qualità delle prestazioni erogate, oltre che testare trasparenza e anticorruzione. Nessuna sovrapposizione rispetto ai responsabili anticorruzione istituiti nelle singole Aziende, ma la valutazione dell’efficacia e della reale applicazione dei relativi Piani a tutela della legalità in Asl e AO.
Nominati dal Dg dopo averli selezionati dall’elenco nazionale, gli OIV sono composti da professionisti esterni all’Azienda, “che sono tenuti ad assicurare indipendenza oltre che professionalità. Ma è importante una forte collaborazione e il rapporto di fiducia con il vertice aziendale, altrimenti non potrebbero svolgere la loro funzione per una palese asimmetria informativa”, spiega la Melloni.
La funzione, più nello specifico, è di verificare la qualità e lo stato di attuazione dei sistemi di valutazione posti in essere dalle direzioni aziendali, collegare detti sistemi alle indicazioni previste dalle norme e al contempo rappresentare una istanza di garanzia nella relazione valutatore-valutato che in un ambito manageriale deve necessariamente essere espletata dal diretto sovraordinato. Oltre al ruolo fondamentale della valutazione sui professionisti e sulle Aziende, la norma introduce anche l’obbligo all’OIV di controllare le procedure anticorruzione e al contempo ricercare forme di rappresentazione dei problemi fra domanda (cittadini) e offerta (produzione).
“Nei casi ordinari se qualcosa non va le Aziende sanitarie lo segnalano al Dg. In quelli più gravi inviano una segnalazione all’Anac riguardo l’efficacia delle procedure anticorruzione. A partire i documenti inviati vengono pubblicati nella pagina dell’amministrazione trasparente, presente nel sito di ogni Ente”.
“A distanza di quasi 10 anni dalla loro istituzione – ha aggiunto la Presidente AIV – sono aumentate la consapevolezza e la cultura della valutazione. Tutti oggi sanno che è necessario impiantare un sistema di monitoraggio delle performance, come avviene da tempo in tutte le pubbliche amministrazioni dei Paesi europei e come avveniva prima del 2009 anche da noi in importanti esperienze. Anche se è necessario fare dei passi avanti su qualità, accessibilità e comparabilità di queste informazioni”. “L’importante – ha concluso – è che quello della valutazione non sia vissuto come un burocratico adempimento e per questo nelle Aziende deve esserci qualcuno che conosce e utilizza la valutazione. Gran parte dei Dg di Asl e ospedali lo fa già”.
“Come Aziende faremo in modo che la valutazione diventi sempre più un elemento di crescita e di ‘senso’ del lavoro aziendale” rilancia il Presidente Fiaso.
Dalle conclusioni del Presidente Ripa di Meana è emerso un messaggio di rilancio di uno strumento come quello della valutazione che sia sempre più rappresentativo degli sforzi di valorizzazione del capitale umano delle Aziende e al contempo di controllo sulla trasparenza e sullo stato di attuazione delle norme.
Emerge una oggettiva difficoltà a dare corpo alla volontà della legge di valutare ogni singolo professionista e si riconosce la potenzialità del lavoro fatto dalle Aziende volto a costruire una rete regionale di OIV a disposizione dei cittadini e degli assessorati regionali.