Ospedale Santa Croce di Moncalieri. Per la Psichiatria parte il progetto Aria: Architettura e Riabilitazione

Ospedale Santa Croce di Moncalieri. Per la Psichiatria parte il progetto Aria: Architettura e Riabilitazione

Ospedale Santa Croce di Moncalieri. Per la Psichiatria parte il progetto Aria: Architettura e Riabilitazione
L’obiettivo è intervenire sugli spazi del reparto e proporre nuovi metodi di cura e riabilitazione attraverso le discipline creative, percorsi di progettazione che valorizzino la creatività latente dei pazienti, che lavoreranno accanto a progettisti e professionisti sanitari per la definizione del progetto che sarà realizzato.

Nell’ambito di Torino Design of the City e durante la giornata mondiale della salute mentale, è stato presentato ARIA: Architettura e Riabilitazione, un progetto di MinD Mad in Design, Fondazione per l’architettura / Torino e Asl To5 che sperimenterà una modalità di progettazione multidisciplinare, partecipata e inclusiva all’interno del reparto psichiatrico dell’Ospedale Santa Croce di Moncalieri (Asl To5) e che prevederà la riqualificazione del terrazzo e degli annessi spazi collettivi del reparto.

In Piemonte, riferisce una nota della Asl, il 55% dei ricoveri per disturbi psichici è effettuato presso i reparti di psichiatria (SPDC – Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura) pubblici. A Torino sono oltre 184 mila (87mila i maschi e oltre 96mila le femmine) le persone con un basso indice di salute psicologica e mentale e oltre 10mila i pazienti ricoverati (60.000 nelle ASL piemontesi). I dati dell’ultimo rapporto IRES Piemonte evidenziano una situazione particolarmente problematica per le strutture dell’ASL To5 che ha un tasso di posti letto per 10.000 abitanti pari a 0.32, oltre il 50% in meno della media regionale.

L’obiettivo di ARIA è intervenire sugli spazi del reparto psichiatrico dell'Ospedale Santa Croce di Moncalieri, e in particolare sulla zona pranzo, cucina e soggiorno pari a circa 160mq, e sul terrazzo di 62mq. Inoltre, il progetto mira a proporre nuovi metodi di cura e riabilitazione attraverso le discipline creative, attraverso percorsi di progettazione che valorizzino le progettualità creative latenti dei pazienti. Si faranno lavorare pazienti, progettisti e professionisti sanitari fianco a fianco per la definizione del progetto che sarà realizzato.

“Il progetto ARIA – commenta nella nota Giorgio d’Allio, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale ASL TO5 – permetterà di abbattere i muri che dividono il reparto psichiatrico e i suoi pazienti dal mondo esterno, facendo esplodere le barriere che, benché ufficialmente abolite con la legge Basaglia, rimangono tuttavia a segnare l’isolamento delle situazioni di disagio mentale. Questa è la prima volta in Italia che si interviene con un’equipe multidisciplinare in un reparto psichiatrico. Con questo progetto, oltre alle ricadute concrete nella trasformazione degli spazi, vogliamo sperimentare nuovi approcci nei processi riabilitativi, attraverso l’inclusione dei pazienti per restituire loro dignità, con benefici per tutta la società.”

“ARIA è un progetto sfidante e ambizioso – secondo Giulia Mezzalama, presidente dell’associazione MinD, Mad in Design – che contribuisce al tema dell'umanizzazione dei luoghi di cura facendo dialogare in modo sinergico e fattivo il progetto dei luoghi con l'innovazione dei processi di riabilitazione e presa in carico del malato. Il processo creativo, ancora più dei suoi esiti, può infatti essere considerato un potente alleato nelle nuove strategie riabilitative. Solo la presa di coscienza di un luogo da parte di chi lo vive, con il coinvolgimento all'interno del processo di trasformazione dei luoghi, può consentire alla bellezza di dare vita a un reale cambiamento.”

La prima fase del progetto prevede nel mese di marzo un percorso formativo rivolto agli architetti, finalizzato a sensibilizzare e divulgare i temi dell’umanizzazione degli spazi di cura, con un particolare focus sul contesto psichiatrico e sulla progettazione architettonica in tale ambito. Il corso ripercorrerà la storia dei luoghi di cura per la salute mentale e analizzerà le pratiche riabilitative e la metodologia della progettazione inclusiva multidisciplinare. Parallelamente saranno individuati e formati anche i pazienti e gli operatori sanitari che prenderanno parte al progetto.

La frequenza del corso è requisito essenziale per partecipare alla fase successiva: tra i partecipanti infatti saranno selezionati gli architetti che prenderanno parte a un workshop di progettazione nel mese di giugno. Gli architetti potranno partecipare singolarmente o in gruppo (max 3 persone) e collaboreranno con 2 infermieri, 1 utente e 1 studente per team. Ogni gruppo produrrà un concept progettuale per il ridisegno degli spazi collettivi del reparto e del terrazzo.

“Condividiamo in pieno gli obiettivi del progetto ARIA che mette ben in evidenza il ruolo sociale dell’architetto”, afferma il direttore della Fondazione per l’architettura / Torino Eleonora Gerbotto. “Abbiamo già avviato percorsi analoghi nelle scuole e negli ospedali, dove il progettista partendo dai bisogni degli utenti ha elaborato con loro le soluzioni. Tuttavia, c’è un ulteriore aspetto che per noi risulta fondamentale in questa esperienza: sarà sperimentata per la prima volta una nuova procedura di selezione trasparente del professionista, un aspetto che riteniamo essenziale per il risultato perché solo una procedura di qualità garantisce una trasformazione di qualità”.

Una giuria di esperti dei diversi settori selezionerà il concept vincitore e gli architetti autori otterranno l’incarico per la sua traduzione in progetto definitivo relativamente ai lotti finanziati. I partner del progetto sono impegnati nella ricerca delle risorse per la realizzazione completa degli interventi e l’Ospedale e la Direzione Generale si sono impegnati a contribuire al progetto.

11 Ottobre 2019

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